Storia, Warfare e...

Storia, Warfare e...
Come possono coesistere Storia, Arte Bellica e Sport?
Un fantallenatore non deve forse gestire risorse e giocatori come un generale?

lunedì 27 aprile 2015

Bizzarri tra i migliori portieri della giornata? L'avresti immaginato?

Foto di chievoverona.it
Avresti mai immaginato o sperato (senza essere juventino) che la Lazio avrebbe fatto fatica contro il Chievo Verona? Hai scommesso su una non vittoria della squadra romana o su una partita da pochi gol? Se è così, bravo! Vuol dire che segui lo stato di forma di tutte le squadra di Serie A.
Se hai letto il mio articolo della scorsa settimana, ricorderai che avevo consigliato di schierare senza remore Bizzarri. Il portiere di un Chievo molto in "palla" che prende pochissimi gol da due mesi ormai. Una squadra che limitando le iniziative offensive di tutti i suoi avversari, starebbe lottando per un posto in Champion League se il campionato fosse iniziato a febbraio! E in particolare, Bizzarri, il suo portiere, è stato ancora una volta uno dei migliori estremi difensori del fantacalcio. 

Sì è vero. Ha preso un gol. Ma la sua ottima prestazione gli ha fatto prendere una sufficienza più che abbondante! La Gazzetta e il  Corriere infatti, lo hanno premiato con un bel 7,5. Io firmerei per avere un portiere che totalizza spesso un 6,5. Tu?

Mi rendo conto di essere ripetitivo, perdonami. Però, ancora una volta, come nel mio libro, voglio dire che nel nostro amato fantacalcio non conta come si chiama o in che squadra gioca un calciatore. Nemmeno se di cognome fa Buffon. Contano solamente il voto di pagella e i bonus/malus. E se hai Bizzarri, ovviamente, continua a schierarlo senza paura finché il Chievo manterrà questo stato di forma.

Il campionato sta finendo... E' meglio sbagliare il meno possibile nello schierare la formazione!

Matteo Freddi
autore de "L'arte di vincere al fantacalcio" e della "Guida all'asta 2015-16 e aggiornamento de L'arte di vincere al fantacalcio".

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giovedì 23 aprile 2015

Qual è il miglior portiere per il finale di stagione fantacalcio 2014/15

Nell'ultimo turno mi è sembrato di vedere che c'è stata la corsa a schierare Di Natale e i giocatori dell'Udinese in generale. Come se ci fosse stato un premio speciale o qualcosa del genere. Motivi? Perché il Chievo è una delle "vittime" preferite dell'ex attaccante della nazionale? Se è così, non concordo
pienamente ma allo stesso tempo non la ritengo una riflessione sbagliata. In effetti Di Natale ha segnato 12 gol in carriera ai clivensi.
Se invece il motivo di tale scelta era spinta dal fatto che l'Udinese giocava contro il "piccolo" Chievo, mi permetto di dissentire nella maniera più assoluta. Hai fatto caso alle ultime prestazioni delle due squadre chiamate in causa? Per caso hai notato che da quando la porta del Chievo è difesa da Bizzarri è una delle meno perforate della Serie A? Non ci credi?

Beh, ti invito a leggere la classifica delle ultime 5 giornate fornita da FcStats.com. Se hai già buttato l'occhio, sono certo che hai già visto dove voglio arrivare. Se il campionato fosse durato solo 5 partite, i clivensi giocherebbero i preliminari di Champions League! E per giunta, Il Chievo ha la seconda miglior difesa. Sola la Juventus ha fatto meglio... E se nell'ultima partita i giallo blu non si fossero "suicidati" con un disgraziato autogol, avrebbero una difesa al pari dei campioni d'Italia in questa speciale classifica! L'Udinese al contrario, è in un momento negativo a dir poco. Tre pareggi e due sconfitte "condite" con la terza peggior difesa. Media da retrocessione pura.

Insomma, questo è il classico esempio di un concetto che spiego nel mio libro "L'arte di vincere al fantacalcio". Poco importa se in rosa hai uno strapagato De Sanctis o Neto (per fare due esempi a caso). Se hai Bizzarri, schieralo senza remore finché il Chievo manterrà queste prestazioni! E come sempre, buon fantacampionato a tutti!

Matteo Freddi
autore de "L'arte di vincere al fantacalcio" e della "Guida all'asta 2015-16 e aggiornamento de L'arte di vincere al fantacalcio".

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venerdì 17 aprile 2015

Echi dalle Terre Sommerse. Epica gesta in un mondo lontano

Oggi presento un testo che senza ombra di dubbio è attinente agli argomenti trattati su questo blog. Più volte ho parlato d'imprese e gesta eroiche. L'unica differenza è che ora sto parlando  di epopee di fantasia scritte da Federica Leva, giunta con il nuovo romanzo "Echi dalle terre sommerse" alla terza pubblicazione.

Un medico, psicoterapeuta e autrice già nota a molti per i pluripremiati romanzi a tema musicale "Radici di sabbia" e "Cantico sull'oceano", per i blog che gestisce (www.federicaleva.it), e i forum nei quali interviene in prima persona (www.chiediallospicologo.it).

Ma precisamente dove ci si troverà immersi leggendo "Echi dalle terre sommerse?". In un (romantico? spietato?) antico mondo distrutto dal pianto di un dio mentre un uomo lo malediceva per aver ucciso l'unica donna che avesse amato. Un mondo che sembra collassare. Dove le stagioni inciampano l'una sull'altra e la terra trema sempre con più frequenza. Come l'animo preoccupato del giovane Tresan. Influenzato dalle Stelle Cacciatrici che infestano la sua Mappa Astrale e cambiano ripetutamente aspetto e posizione, come se un qualcuno si stesse risvegliando, sollevando la coltre degli oceani. Nessuno sa chi sia Tresan, eccetto lo spirito dello schiavo-re che l'ha affrontato in passato e che è ritornato per definire le sorti della partita. E proprio quel terrificante ritorno farà scoprire a Tresan cosa vorrà quello spettro da lui, e a quale prezzo... Un'incontenibile passione, un inevitabile sacrificio. E sopra ogni cosa, gli oscuri presagi della Luna Sanguigna.

Incuriositi? Bene. Ecco un piccolo estratto. Prima però una doverosa premessa... Nel brano, Sheraen, una giovane spia dei Confidenti del Regno, è in missione nel castello dei Kulldren per svelare gli intrighi del nipote del re, Damon, ai danni della corona. Poiché è albina e non è opportuno che desti l’interesse della corte, si è tinta i capelli d’un orribile arancione carota, indossa una gobba finta e si finge sordomuta.
Da sei anni, Sheraen ha scoperto di possedere il dono della telepatia. Il primo volto che ha visto è stato quello di Tresan, il protagonista – e non è un caso - e dopo aver inutilmente cercato di liberarsene, si è accorta di provare un dolce sentimento per lui. Ma il ragazzo ancora non la conosce si è invaghito della cugina del suo migliore amico e ha insistito per sposarla. Sheraen, vittima del suo stesso dono, è costretta ad assistere alle loro nozze e con dolore riconosce d’essere troppo insignificante per sperare di essere apprezzata da lui. Invece, quando si incontreranno… 

...Sheraen non avrebbe voluto assistere a quelle nozze e il pomeriggio del matrimonio lavorò più duramente del solito nelle cucine e al lavatoio, cercando di distrarsi. Le immagini dei preparativi le balenavano nella mente come lampi durante un temporale e dopo aver strappato la tunica del cuoco, a forza di strofinarla e di batterla sulla pietra, salì sugli spalti e sedette fra due merli, le gambe abbandonate nel vuoto. Sotto di lei, il fianco roccioso della collina cadeva a strapiombo nel mare. La celebrazione stava per iniziare e la sua mente era ostinatamente invasa da immagini vivide e prepotenti. Con uno spasmo di dolore, scorse Tresan tendere la mano a Maribelna per accompagnarla nel tempio della Dea Melyss. A tratti, colse alcune scene della cerimonia. Maribelna, vestita con un sontuoso abito di broccato verde, seguiva le parole dell’Eminente Valjr senza muoversi, composta e impassibile come una regina. Al suo fianco, Tresan era raggiante e il modo in cui sorrise alla moglie, mentre l’Abate annodava il nastro nuziale attorno alle loro mani unite, le spaccò il cuore. Era lo stesso ragazzo di cui non si era voluta occupare, sei anni prima, ma dopo averlo sorvegliato tanto a lungo si era illusa che fra loro ci fosse un legame speciale. Qualche volta si era sorpresa a fantasticare sulla sua espressione pensierosa e sulla forma seducente della bocca; ma erano stati sogni insensati. Lui era un nobile e lei un’orfana che i Patriarchi avevano trovato in fin di vita su una spiaggia, all’età di otto anni, e che avevano avuto la compiacenza di allevare come spia. Non ci sarebbe mai stato niente, tra loro, all’infuori di quello che gli Dèi avevano già stabilito.
 Non riuscì ad alzarsi per molto tempo; solo mentre Tresan baciava la sposa davanti al tramonto trovò la forza di raccogliere la ruvida veste da sguattera e di ritornare nello sgabuzzino in cui dormiva. Imbruniva, e gli altri servi si stavano già avviando verso le cucine per cenare. Sheraen passò dal retro per non incrociarli, e si richiuse la porta alle spalle. Si sentiva lo stomaco in subbuglio e non sarebbe riuscita a toccare cibo, tanto meno la minestra insipida e mezza fredda che era costretta a mangiare tutte le sere. S’accostò al pagliericcio, illuminato da una finestrella sporca, e dalla sua sacca trasse una boccetta di latte d’oppio, valeriana e biancospino. Era colma per metà e la bevve d’un fiato. Non voglio che le scene della vostra notte di nozze mi tormentino i sogni. Si distese sulla paglia e rimase a fissare le ragnatele sul soffitto fino a quando non si sentì invadere da un irresistibile torpore. Allora allungò una mano, si tirò la coperta fin sopra la gola e con sollievo s’abbandonò al sonno.
Si svegliò prima dell’alba. Accese una candela e si specchiò in un vetro rotto che aveva appeso al muro, sopra le scope. Mentre finiva di sistemarsi la finta gobba sulla schiena, la porta si aprì e la serva Marièl venne a chiamarla.
«Sei pronta, bambina? Il principe Damon si sveglierà fra poco e vorrà la colazione.»
Lei rispose con una goffa riverenza. Da quando aveva servito durante l’incontro fra Marlifer e Ger, ogni tanto veniva inviata nelle stanze regali per svolgere qualche lavoro di fatica, come rigovernare il salotto di Damon dopo un festino o svuotare la comoda dei principi, e per quanto alcune mansioni le ripugnassero, erano momenti preziosi per avvicinarsi agli appartamenti reali senza destare sospetti. Essendo efficiente e discreta, Marièl la mandava sempre più spesso nell’ala signorile, e lei esultava.
«Non tardare» le raccomandò la donna, gesticolando per farsi capire. «É inutile che tu perda tempo davanti a quel vetro. Sei tanto cara, Tika, ma non sarai mai graziosa. Ti aspetto in cucina.»
Uscì, e Sheraen indugiò per un momento a specchiarsi. I suoi tratti erano appena percepibili, al lume della candela, ma con una stretta al cuore dovette ammettere che Marièl aveva ragione. Non era brutta e in Accademia qualcuno l’aveva perfino corteggiata, ma era una creatura pallida e senza colori. Il duro lavoro e la fame le avevano scavato le guance e da qualche tempo aveva cerchi scuri sotto gli occhi. Anche se Ger fosse rimasto al castello, invece di partire per Myrdrassa, difficilmente avrebbe riconosciuto in quella servetta emaciata la presunta nipote degli Alti Sacerdoti di Ályshan. Si toccò le mani, tagliate dall’acqua gelida del lavatoio, e pensò che avrebbe dovuto prepararsi una crema all’aloe per ammorbidirle e un’altra alla calendula per cicatrizzare le piccole ferite. S’immaginò come doveva apparire a chi la vedeva per la prima volta e trasse un sospiro di sconforto. Era insignificante anche senza la finta gobba, con quegli occhi scialbi e i capelli morti! Tresan non l’avrebbe mai voluta, nemmeno se non si fosse sposato con Maribelna. Soffocando dentro di sé il dolore per le sue nozze, finì di allacciarsi l’informe camicia di cotone grigio che le cadeva fino ai piedi. Non doveva pensarci. Su, nella stanza più lussuosa nella torre, Damon l’aspettava per la colazione e, ignaro che potesse sentire, avrebbe sparlato di suo zio, di Erlanes e di tutti i Misreneani che vivevano sulle terre dei Kulldren e magari le avrebbe rivelato qualche informazione preziosa.
Si sorrise nel vetro e i suoi occhi si assottigliarono come quelli di una gatta in caccia. Era la migliore spia dell’Accademia di Rovanea e l’avrebbe dimostrato ancora una volta...





Il romanzo è disponibile in ebook su tutti i principali stores on line. A breve sarà disponibile il cartaceo. Al contrario, il book trailer qui a sinistra è già disponibile.

Buona visione e buona lettura!


Matteo Freddi
autore di Ben ti voglio Lucia. Il re a Bologna, il romanzo che narra la storia e il mito di Re Enzo, e  Finché morte non ci riunirà. La rivisitazione in chiave del Grande Assedio di Malta che secondo l'Associazione Culturale VoltarePagina.Net...

...è un libro che unisce l’utile al dilettevole, che insegna e che diverte, poiché coniuga una lezione di storia alla lettura di un buon libro...

e secondo Temperamente.it ...

...leggendolo, si ha la sensazione di vedere dei quadri animarsi e prendere vita... Questo romanzo mi ha entusiasmato...

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venerdì 3 aprile 2015

Revello Maggio Castello 2015. La storia rivive per le strade del paese

Abitanti in costume
Il 16 e il 17 maggio 2015, a Revello (Cuneo), all'ombra del Monte Bracco, nel cuore di un'area dominata dal Monviso, recentemente sancito Patrimonio dell'Umanità da parte dell'Unesco, si terrà l'ottava edizione di Revello Maggio Castello. Una originale rievocazione storica che trasforma il paese in un vero e proprio borgo del 1500. Per due interi giorni i carri sostituiranno le auto, i bar diventeranno locande e i negozi ritorneranno botteghe. E tutte le strade saranno affollate da contadini e mercanti in abiti d'epoca, artigiani, ecclesiastici, cavalieri e soldati in cerca di avventura. Un evento imperdibile per chi ama gli eventi mondani, le feste e i balli in piazza, la buona tavola, la storia e il silenzio dei monumenti.
La battaglia notturna del 2014
Due giornate nelle quali l'avventore, compiendo un vero e proprio viaggio nel tempo, si troverà nel bel mezzo dell'assedio alla fortezza di Revello avvenuto nel 1548. Quando i francesi riuscirono a riconquistare Revello strappandolo dalle mani del Marchesato di Saluzzo.

Di sabato si potranno ammirare i francesi giungere a cavallo e a intimare la resa al marchese Gabriele. Una scena teatrale recitata in dialetto piemontese. Successivamente, nell'attesa del primo assalto, il pubblico potrà afferrare una spada e sfidare a duello i prodi guerrieri pronti alla battaglia o tentare di conquistare le giovani contadine che vendono uova al mercato. Ma qualsiasi cosa si decida di fare, bisogna prestare
Giovani contadine
attenzione a non rimanere travolti dagli archibugieri impegnati nel rincorre il traditore Giuanin Cutel, che sarà catturato e messo alla gogna proprio al cospetto del boia...

Nella serata è prevista l'immancabile battaglia notturna seguita da "La festa Piemonteisa" che tingerà di rosso allietandolo con il suono delle arpe e delle ghironde.

La domenica inizierà con la Santa Messa interpretata dai gruppi di rievocazione storica. Ma non passerà molto tempo per vedere impiccato  Giacu Trus, un ladruncolo sorpreso a rubare salumi. E dopo pranzo, con l'arrivo del re di Francia Enrico II, inizieranno i cannoneggiamenti che daranno inizio all'ultimo e decisivo assalto a Revello.
Picchieri si sfidano in battaglia

Ma questa è solo una piccolissima parte del programma che si può trovare sul sito dell'Arcia, l'associazione promotrice dell'evento.

A parte ciò, non posso certo mancare nel menzionare visite e incontri molto interessanti...
Il Museo del Parco del Po sarà aperto alle visite. Presso i giardini comunali si potranno trovare gli "Asinari del Monviso", l'esibizione di falconeria dei Majesty Falconry e il mercato del bestiame.
A Palazzo Ghibaudo invece, trasformato per l'occasione in un'antica osteria del 1500, saranno esposte le antiche pergamene del Marchesato di Saluzzo, i lavori didattici di ricerca storica dei ragazzi dell'Istituto Comprensivo di Revello", e un percorso relativo alla tradizione revellese dell'allevamento del baco da seta.
In piazza Vittoria sarà presente l'angolo della scienza, dove sarà spiegato il percorso storico del tempo attraverso le meridiane e gli Astrofili Urania di Luserna. E in via Vittorio Emanuele II, si potrà trovare materiale inerente alle rievocazione.

Infine, nella splendida cornice dalla Cappella Marchionale, accanto alla mostra fotografica sul medioevo lucchese di Piero Celli, come nell'edizione del 2013, nella quale fui invitato dalla regista Anna Patrizia Caminati, sarò presente presente con il romanzo storico "Finché morte non ci riunirà". Un testo che narra il Grande Assedio di Malta. Un evento importante accaduto proprio in quell'epoca. Nel 1565. Quando l'impero Ottomano governato dal sultano Sulimano detto il Magnifico, giunse l'apice del suo splendore e della sua espansione arrivando fino alle porte di Vienna. Terrorizzando con la sua inarrestabile avanzata le popolazioni europee che cominciarono a urlare "Mamma li turchi!". Specialmente quando i corsari ottomani che imperversavano in lungo e in largo per tutto il Mediterraneo, aggredivano le coste liguri e meridionali dell'Italia. Se vuoi approfondire l'argomento, ti consiglio di leggere l'intervista pubblicata da Talento nella Storia.

Quindi? Ci vediamo a Revello? Nel mentre, in fondo alla pagina, lascio due brevi video. Il primo è relativo a una vecchia edizione di Revello Maggio Castello, il secondo è il trailer del documentario che a breve pubblicherò sull'Assedio di Malta. Buona visione!

Matteo Freddi
autore di Ben ti voglio Lucia. Il re a Bologna, il romanzo che narra la storia e il mito di Re Enzo, e  Finché morte non ci riunirà. La rivisitazione in chiave del Grande Assedio di Malta che secondo l'Associazione Culturale VoltarePagina.Net...

...è un libro che unisce l’utile al dilettevole, che insegna e che diverte, poiché coniuga una lezione di storia alla lettura di un buon libro...

e secondo Temperamente.it ...

...leggendolo, si ha la sensazione di vedere dei quadri animarsi e prendere vita... Questo romanzo mi ha entusiasmato...

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Revello Maggio Castello 2013

Trailer documentario

mercoledì 1 aprile 2015

Gomez. Gioie o dolori? Schierarlo o non schierarlo?

Immagine By Steindy CC BY-SA 3.0 via Wimedia Commons
Appena terminato lo scorso turno, la stragrande maggioranza dei possessori di Mario Gomez si sono lamentati per la doppietta realizzata dall'attaccante. Una cosa apparentemente assurda, ma comprensibile.

In effetti, tutte le testate giornalistiche lo dichiaravano in panchina perché tornava da un piccolo infortunio. Ma non bisogna demordere. E nemmeno rammaricarsi troppo. La scelta, a priori, era giusta. D'altronde, è quasi sempre preferibile schierare un attaccante che gioca dal primo minuto piuttosto di uno che potrebbe subentrare. Storicamente sono sempre stati pochissimi i calciatori che spesso e volentieri riescono a cambiare le partite. Limitandoci agli ultimi anni, ricordo Icardi della prima parte della stagione scorsa, Sansone nella scorsa annata e il Morata del girone d'andata dell'attuale campionato. E tutti ormai sono diventati titolari. L'unico capace nelle ultime due stagioni di segnare in una decina di minuti è Duvan Zapata. Un uomo che quando subentra, fa fatica a prendere un'insufficienza perché Benitez spesso gli concede al massimo una decina di minuti in situazioni disperate. Situazioni però ottimali per i suoi possessori. Che difficilmente vengono premiati con un'insufficienza. In casi del genere, rischia di prendere il voto un attaccante che subentra al 70' (Higuain per esempio non ha mai brillato dalla panchina, e anzi, "punisce" il fantallenatore con un 6 o un 5,5). E in più, non bisogna dimenticare che è tendenzialmente preferibile schierare un titolare perché in molte leghe un'ammonizione con un SV equivale a un 5,5 o 5. Io, per esempio, tempo fa vinsi una partita grazie a Saviola che subentrando al'85' si è fatto ammonire senza prendere il voto.

Nonostante ciò, se per te con il senno di poi il non aver schierato Gomez è stato comunque un errore che ti è costato una sconfitta, t'inviterei a ragionare su tutta la stagione. Quante volte l'hai schierato nel periodo in cui il tedesco prendeva costantemente dei 4,5/5 e sbagliava per giunta i rigori? Se la risposta è sempre, ti faccio un'altra domanda. Chi hai sacrificato in panchina per quei votacci? Chi potresti aver messo al posto di Gomez in un momento in cui era chiaro che non era in forma? Alla fin fine nel fantacalcio contano i numeri. Soltanto i voti comprensivi di bonus/malus. Anche un gol di un Paloschi vale sempre 3. Riflettici sopra. Serenamente. Cercando d'imparare dai tuoi sbagli. E bada bene che non ti sto criticando se sei uno di quelli che ha sempre messo Gomez (a parte l'ultima partita). Personalmente, sono incappato in problemi simili a inizio anno. Preferivo l'Higuain svogliato e giù di forma d'inizio stagione (insufficienze pesanti e rigori sbagliati), mentre in panchina lasciavo Sau (spesso in gol nelle prime partite) e Dybala (quello che segnava spesso, non quello dell'ultimo periodo). Fortunatamente o per merito, come preferisci, sono riuscito a evitare il secondo rigore sbagliato da Higuain e le sue ultime due insufficienze. Ho rimesso in formazione l'argentino solo dopo una sosta con la nazionale nella quale riuscì a tornare al gol. Regalando finalmente gioie con una lunga serie di partite nelle quali ha segnato.

Detto questo, per le prossime ultime importanti partite cosa bisogna fare? Se il tuo metodo di fare la formazione, tendenzialmente, ti ha donato buoni risultati, continua per la tua strada senza farti troppo influenzare dalla doppietta di Gomez.  Se qualcosa non va da inizio anno invece, rifletti in cosa potresti aver fatto meglio per evitare gli stesse errori nel prossimo campionato. Ricordando al tempo stesso, come ho scritto nel mio libro "L'arte di vincere al fantacalcio", che è sempre preferibile schierare un attaccante non "bravissimo" ma in forma, invece del campione con il "mal di pancia" o in crisi nera ( e chiaramente non mi riferisco solamente alle prestazioni del tedesco d'inizio stagione).

Se invece sei uno dei pochi che ha schierato la doppietta di Gomez, ti dico "Bravo!". Bravo perché hai rischiato un calciatore che non era dato in formazione. Una scelta che molto probabilmente ci fa capire che avevi a disposizione un titolare pronto a subentrare. "Sinonimo" di una rosa costruita bene. Con parecchi giocatori con il posto da titolare garantito o quasi in Serie A.

E comunque... Buon finale di fantacampionato a tutti!

p.s. Sul fatto che Gomez ha segnato tanti gol in Europa League e Coppa Italia bisogna semplicemente mettersi il cuore in pace. Non si poteva fare nulla nel momento in cui Montella lo faceva riposare in campionato per averlo fresco in campionato.

Matteo Freddi
autore de "L'arte di vincere al fantacalcio" e della "Guida all'asta 2015-16 e aggiornamento de L'arte di vincere al fantacalcio".

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