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giovedì 5 febbraio 2015

Matilde di Canossa. La donna che sfidò l'Impero

- Matilde, splendente fiaccola che arde in cuore pio. Aumentò in numero armi, volontà e vassalli, profuse il proprio principesco tesoro, causò e condusse battaglie. Se dovessi citare ad una ad una le opere compiute da questa nobile signora, i miei versi aumenterebbero a tal punto da divenire innumerevoli come le stelle -

Matilde di Canossa
Così scrisse Donizone, un monaco di Canossa, nel suo componimento più famoso: "Vita Mathildis". Un testo dedicato alla vita della Contessa italiana Matilde. Una coraggiosa e risoluta donna che riuscì a imporsi nel X e XI secolo. Un'epoca in cui alle donne, era precluso il potere.
Una sovrana che governò su gran parte dell'Italia settentrionale e centrale. Sfidando a viso aperto niente meno che il Sacro Romano Impero e gli imperatori di turno. Rendendosi protagonista nello scontro noto come la "Lotta alle Investiture"...

Il suo primo nemico fu l'imperatore Enrico IV che appena fu incoronato, per guadagnarsi il rispetto della nobiltà feudataria, fu spinto a compiere una scelta ardita... Sostituendosi al pontefice, nominò il nuovo vescovo di Milano nel tentativo di rafforzare la sua autorità sulla città. Decisione che mandò su tutte le furie papa Gregorio VII che lo scomunicò. Punizione "tremenda" per quei tempi. Una decisione che lasciò la libertà ai sudditi di Enrico IV, di non sentirsi più sottomessi all'imperatore che fu costretto a chiedere il perdono del Santo Padre trasferitosi temporaneamente a Canossa. Nel sicuro castello di Matilde. 
Miniatura tratta dal Vita Mathildis
L'influente donna che si era schierata a favore del potere della Chiesa.
Ma prima di aver ottenuto il perdono, Enrico IV fu costretto ad attendere inginocchiato davanti all'ingresso del bastione con il capo cosparso di cenere. Evento che probabilmente non sarebbe accaduto se Matilde non avesse voluto dichiarare apertamente la sua opinione in merito alla Lotta sulle Investiture.

Questo è solo un esempio della fermezza e del coraggio di Matilde. In effetti, per raccontare la sua vita, bisognerebbe scrivere due libri come fece Donizone. Di certo, non basta un breve articolo su questo blog. E forse ne occorrerebbero tre.
Sarebbe anche giusto ricordare per per anni il suo spirito e il suo ricordo ispirò il popolo. Come i bolognesi per fare un esempio, che sebbene non furono governati da lei, appena scomparse (nel 1.115), si ribellarono all'imperatore ottenendo il diritto di governarsi autonomamente in un Libero Comune. Un Libero Comune di Bologna che tuttora è la "patria" del primo Studio (Università) fondato al mondo e del Liber Paradisus. Il primo documento che nella Storia dichiarò liberi gli schiavi. Chissà... Oserei troppo se dicessi che Matilde di Canossa può essere considerata la madrina dell'Università e del Liber Paradisus? 

A parte questo mio personalissimo appunto, oltre che a invitare un approfondimento su Matilde di Canossa, ho voluto ricordarla in questo anno speciale. Il 2015. Dove certamente, tramite ricchi eventi culturali, si ricorderà il novecentesimo anniversario della sua morte e perché no, della sua intera vita. La vita di una regnante che tenne testa alle arroganze degli altri sovrani.

Matteo Freddi
autore di Ben ti voglio Lucia. Il re a Bologna, il romanzo che narra la storia e il mito di Re Enzo, e  Finché morte non ci riunirà. La rivisitazione in chiave del Grande Assedio di Malta che secondo l'Associazione Culturale VoltarePagina.Net...

...è un libro che unisce l’utile al dilettevole, che insegna e che diverte, poiché coniuga una lezione di storia alla lettura di un buon libro...

e secondo Temperamente.it ...

...leggendolo, si ha la sensazione di vedere dei quadri animarsi e prendere vita... Questo romanzo mi ha entusiasmato...

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