Storia, Warfare e...

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Come possono coesistere Storia, Arte Bellica e Sport?
Un fantallenatore non deve forse gestire risorse e giocatori come un generale?

sabato 27 dicembre 2014

La Storia di Bologna a Voyager. Buon riassunto ma incompleto.

Rai 2 Voyager
Personalmente credo che un passaggio su Rai 2 non sia mai da disprezzare. Specialmente se in prima serata grazie a Roberto Giacobbo e a Voyager. Anche se le quasi due ore di trasmissione non soddisfano a sufficienza i palati più fini ed esigenti. Come i cittadini bolognesi appassionati della Storia della propria città.

Essendo uno di questi, ho atteso con frenesia la puntata trasmessa il 26 dicembre 2014. E dopo averla vista, concordo con l'opinione di molti miei concittadini.

Le due torri
Finalmente ho visto disegnata Bologna come merita. Ricordandone le sue acque e il suo passato glorioso e importante. Ma spesso dimenticato anche da chi ci vive oggi. Nonostante ciò, ho notato molte mancanze. Elemento che però mi inorgoglisce ancor di più. Non basta certo una puntata di Voyager per illustrare i fasti del passato. Ci vorrebbero una serie di documentari!

Personalmente, essendo innamorato del 1200, 1300, 1500 e delle tattiche e strategie militari, dopo pochi minuti ho notato una grande mancanza. Il medioevo bolognese viene appena accennato con la battaglia dei Canali. Evento nel quale fu sconfitta la "temibile" flotta veneziana.  Ma come? E la battaglia della Fossalta? Dov'è finito il giorno in cui l'esercito bolognese cancellò in un sol colpo le brame dell'imperatore Federico II del Sacro Romano Impero, di governare sull'Italia intera? E i filatoi detti "alla bolognese" con i quali era prodotti tessuti che venivano esportati persino in oriente? Perché non si ricorda che la Chiusa di Casalecchio è la chiusa più antica ancora funzionante ai giorni nostri? E il Canale Navile dove sfilò Lucrezia Borgia su un bucintoro festeggiando il matrimonio con un membro della famiglia d'Este di Ferrara? E mi fermò qui. Anche perché, non essendo citati tali elementi, non posso certo pretendere che fosse stato citato anche Cesare Borgia. Il condottiero e stratega militare che voleva conquistare Bologna per farne la capitale dei territori da lui conquistati nel nord e centro Italia.. 
Basilica di San Petronio

Ad ogni modo, a parte il tempo a disposizione, capisco perché tanti elementi vengano a mancare. Alla fin fine il taglio di Voyager è noto da tempo. La ricerca del mistero (forse a volte anche forzata), spinge a utilizzare svariati minuti nel cercare d'instillare curiosità su fatti che probabilmente, non avranno mai una risposta certa. Come la morte di Ayrton Senna. Avendo seguito quel GP di Imola, posso solo pienamente confermare che all'epoca era ben noto il cattivo presagio del brasiliano poco prima che incontrasse la morte all'Ospedale Maggiore. Inoltre, la durata del servizio su quel primo maggio, dimostra anche che gli autori hanno cercato d'inserire persone note a livello mondiale per riuscire ad aumentare l'audience. Anche se so già che qualche bolognese, a questo scopo, non si sarebbe dimenticato di citare un vero bolognese. Lucio Dalla. Con tutto il rispetto per il pilota brasiliano. Ci mancherebbe! Ero un suo grande estimatore. Saperlo vicino a me, in fin di vita, non mi rallegrò di certo quel pomeriggio...

Fontana del Nettuno
Comunque, a mio modestissimo parere, il vero Mistero di Bologna sono i motivi che hanno spinto a dimenticare il passato. Spesso camminando per le strade sento dire: "Bologna era bigotta perché era controllata dallo Stato Pontificio". Puntualmente, in quel momento, un brivido mi pervade il corpo... A parte il fatto che papi come Giulio II e Pio V difficilmente possono essere giudicati "bigotti" per l'epoca, spesso mi domando: "Ma la Bologna potente, fiera e coraggiosa che sconfisse lo Stupor Mundi (l'imperatore Federico II), e che tenne  prigioniero fino alla morte, senza cedere ad alcuna minaccia, il suo amato figlio Re Enzo che tuttora dà ancora il nome al noto palazzo, dov'è finita? Mi si spezza il cuore quando penso che alcuni miei avi hanno sacrificato la vita pur di non ubbidire all'ordine di Federico II di chiudere l'Università. Se i bolognesi si fossero fatti intimidire, l'odierna città sarebbe nettamente diversa. Per forza di cose, senza l'Università e il denaro portato dagli studenti fuori sede, sarebbe anche meno popolata e meno ricca...

Insomma, forse è anche colpa nostra (senza escludere il sottoscritto). Bisogna fare di più per rendere noto al mondo tutti i segreti di Bologna. Bisogna tenere bene a mente che come lo era in passato, Bologna è situata in un punto strategico attraversato da molte importanti strade. E se qualche secolo fa era un importante nodo fluviale da e per l'Adriatico, il Mediterraneo e l'Oriente,  ora è un punto focale delle linee ferroviarie nazionali. Bisogna ricordarselo sempre. Non solo come citato da Voyager per la strage del 2 agosto, e per i recenti attentati all'Alta Velocità aggiungo io. Dobbiamo ricordarci in ogni istante l'importanza della Stazione Centrale. Non bisogna farsi intimorire dal pensiero di essere in mezzo a Firenze e Venezia. Notissime mete per i turisti di tutto il mondo. Come i nostri avi, dobbiamo cercare di sfruttare la situazione cercando di volgerla a nostro favore... Bologna è in mezzo a Firenze e Venezia. Quasi la totalità dei treni si ferma nella Stazione Centrale. Perché non cerchiamo di convincere gli "avventori" a scendere almeno almeno per tre o quattro giornate? Un ufficio turistico in Stazione? Perché no? Magari con qualche depliant che racconta della città fondare sulle acque e dei suoi porti. Eh già, personalmente ritengo sia scorretto dire "Quando a Bologna c'era il Porto". Intendendo solamente quello nato grazie a Pio V e sito dentro le mura. Precedentemente, in epoca medievale, si usava il porto Naviglio e del Maccagnano ben fuori dalle mura, specialmente il primo. E ci sarebbe da citare un porto commissionato dai Bentivoglio ma che ben presto si dimostrò inefficiente...
Ma tutto questo a volte, a mio modestissimo parere, in parte è frutto anche di testi più o meno contemporanei che spesso riassumo velocemente in due o tre righe certe situazioni.
Nell'ultimo periodo, per mie ricerche personali, ho faticato tremendamente più del solito a ricostruire Bologna in un determinato anno. Magari avrò sbagliato le fonti, però mi ci sono voluti quattro libri per scoprire che nel periodo di mio interesse la terza cinta muraria non era totalmente una palizzata di legno perché le Porte erano già in muratura. Difficoltà nate dall'abitudine di approcciarmi a eventi o persone famose ai quali sono dedicati degli ottimi saggi divulgativi che contengono ogni sorta d'informazione senza dimenticare alcun argomento. Tralasciando qualche dettaglio che si può agevolmente approfondire con testi più specifici.
Al di là della mia personale esperienza, cerco costantemente di dare il mio piccolo contributo scrivendo qualche articolo. Chi mi aiuta a rimettere luce al passato di Bologna?

p.s. Non sarebbe stato scorretto dire a Voyager che l'Università di Bologna è la prima fondata al mondo per come intendiamo tale istituzione ai giorni nostri. Le due università fondate precedentemente in Egitto e Marocco, infatti, comprendevano anche studi teologici ed erano anche dei centri spirituali.


Matteo Freddi
autore di Ben ti voglio Lucia. Il re a Bologna, il romanzo che narra la storia e il mito di Re Enzo, e  Finché morte non ci riunirà. La rivisitazione in chiave del Grande Assedio di Malta che secondo l'Associazione Culturale VoltarePagina.Net...

...è un libro che unisce l’utile al dilettevole, che insegna e che diverte, poiché coniuga una lezione di storia alla lettura di un buon libro...

e secondo Temperamente.it ...

...leggendolo, si ha la sensazione di vedere dei quadri animarsi e prendere vita... Questo romanzo mi ha entusiasmato...

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lunedì 8 dicembre 2014

Un originale modo di commemorare il Grande Assedio di Malta del 1565

Un popolo fortemente nazionalista cosa può inventarsi per ricordare l'evento fondante dell'amata patria? E se un'idea nasce per incassare lauti profitti bisogna condannarla? Personalmente non credo. Se il bene messo in commercio contribuisce ad alimentare il ricordo delle proprie radici.

La scorsa estate, entrando in un supermercato maltese, ho trovato una lattina di birra da 66 cl che non potevo lasciare sullo scaffale dopo aver letto come si chiama...

Sto parlando della "1565 Victory Lager". Una sorta di commemorazione per l'incredibile e insperata vittoria dei Cavalieri Ospitalieri che respinsero il temibile esercito dell'impero Ottomano. Un evento, non mi stancherò mai di dirlo, che se avesse avuto un esito diverso, avrebbe molto probabilmente cancellato la famosa battaglia di Lepanto dai nostri libri di storia... Infatti, il piano del sultano Solimano II era chiaro. Conquistare l'isola di Malta per poi invadere la Sicilia con una destinazione ben prefissata. Roma e la basilica di San Pietro.

Di seguito lascio un'immagine della lattina che al suo fianco, riporta una frase commemorativa dell'evento.
Ma prima... Perché non facciamo un brindisi per ricordare le gesta del Gran Maestro La Valette e di tutti gli uomini che hanno sacrificato la vita nell'estate del 1565?

Matteo Freddi
autore di Ben ti voglio Lucia. Il re a Bologna, il romanzo che narra la storia e il mito di Re Enzo, e  Finché morte non ci riunirà. La rivisitazione in chiave del Grande Assedio di Malta che secondo l'Associazione Culturale VoltarePagina.Net...

...è un libro che unisce l’utile al dilettevole, che insegna e che diverte, poiché coniuga una lezione di storia alla lettura di un buon libro...

e secondo Temperamente.it ...

...leggendolo, si ha la sensazione di vedere dei quadri animarsi e prendere vita... Questo romanzo mi ha entusiasmato...

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