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lunedì 17 novembre 2014

15/11/1325 Quando Modena rapì la secchia a Bologna

La secchia rapita
Nel lungo scontro tra guelfi e ghibellini, si può certamente segnalare la diatriba tra i comini di Bologna e Modena. Il primo, che voleva assolutamente difendere l'autonomia che gli concesse di diventare la quinta città più popolata in Europa, con l'aiuto dello Stato Pontificio suo alleato, si scontrò ripetutamente contro i nemici ghibellini. Tra essi, in particolar modo, segnalo Modena che caldeggiava un governo retto dall'imperatore del Sacro Romano Impero.

Gli scontri "armati" Bologna e Modena più eclatanti e noti sono sicuramente la battaglia della Fossalta del 1249 (vedi post precedente) e la battaglia del colle Zappolino avvenuta nel 1325 dove i ghibellini riuscirono a prendersi la loro personale rivincita.

A mio modo di vedere, gli esiti di queste due battaglie sono stati decisi non tanto dalla cavalleria imperiale presente in entrambi gli eventi, ma dall'astuzia e al piano strategico studiato dai comandanti.

Lapide commemorativa vicino al civico 34 di via Saffi - BO 
Infatti alla Fossalta i condottieri bolognesi (il podestà Filippo Ugoni e il cardinale Ottaviano Ubaldini) nella notte precedente, ebbero l'accortezza di far perlustrare le rive del Panaro in cerca di alcuni guadi sicuri nel caso in fosse stato avvistato il nemico il giorno seguente. Mai mossa fu più azzeccata... Proprio lo studio dell'eventuale campo di battaglia permise alla cavalleria bolognese di aggirare i ghibellini cogliendoli di sorpresa.

Presso il colle Zappolino invece, i modenesi e gl'imperiali giunti in anticipo, scelsero una posizione elevata per poter controllare al meglio il territorio circostante. I guelfi invece, loro malgrado, essendo stati costretti a radunare un esercito in fretta e furia, oltre che cominciare la battaglia nel punto più sfavorevole, non ebbero il tempo di organizzarsi al meglio.
Il pozzo dove fu rapita la secchia. Civico 34 di via Saffi
E così, in netto svantaggio strategico nonostante la superiorità numerica, Bologna subì una vera e propria disfatta che la costrinse a essere sbeffeggiata per ben tre giorni...
I modenesi inseguirono i guelfi in fuga fino ad arrivare alle mura della città decidendo di non porre un assedio. Nonostante ciò, organizzarono vari pali attorno le mura e "rapirono" una secchia da un pozzo poco distante. (Una leggenda narra che un modenese camminò ripetutamente vicino le mura indossando la secchia in testa come se fosse un elmo).

La secchia è tuttora conservata a Modena come ricordo della vittoria. Bologna invece, oltre che commemorare la disfatta, rende partecipi tutti gli avventori della sua grande vittoria ottenuta alla Fossalta dove osò catturare Re Enzo di Torres, il figlio dell'imperatore Federico II. Per poi tenerlo segregato fino alla fine dei suoi giorni nel Palazzo a lui nominato nei pressi di piazza Maggiore. Negando la sua liberazione al potente padre che provò vanamente con minacciose missive a inculcare terrore nei bolognesi.

Se vuoi sapere di più sulla battaglia della Fossalta leggi  un mio precedente post.
Se invece vuoi leggere meglio un mio articolo che spiega più approfonditamente la diatriba tra guelfi e ghibellini, leggi il mio articolo su Talento nella Storia.

Matteo Freddi
autore di Ben ti voglio Lucia. Il re a Bologna, il romanzo che narra la storia e il mito di Re Enzo, e  Finché morte non ci riunirà. La rivisitazione in chiave del Grande Assedio di Malta che secondo l'Associazione Culturale VoltarePagina.Net...

...è un libro che unisce l’utile al dilettevole, che insegna e che diverte, poiché coniuga una lezione di storia alla lettura di un buon libro...

e secondo Temperamente.it ...

...leggendolo, si ha la sensazione di vedere dei quadri animarsi e prendere vita... Questo romanzo mi ha entusiasmato...

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