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domenica 6 luglio 2014

Cavalieri Ospitaleri bolognesi nella famosa battaglia di Lepanto

Benedizione di Don Giovanni d'Austria
A Bologna è ben noto il "passaggio" dei Cavalieri Templari che avevano sede nella magione di Strada Maggiore. Ma probabilmente non molti sono a conoscenza della presenza di alcuni membri di un altro importante ordine cavalleresco nato in seguito alla prima Crociata. Sto parlando dei Cavalieri Ospitalieri, noti anche come Cavalieri di Malta che sono tuttora presenti nella città presso il Priorato di via Cesare Battisti.
L'esponente probabilmente più famoso è Frate Pietro, che dopo aver provato a difendere l'Ordine Templare nel famoso processo che sentenziò lo scioglimento dell'Ordine e l'uccisione di tutti i suoi membri, si rifugiò a Bologna dove successivamente, fu accolto tra gli Ospitalieri. Questo fatto è stato recentemente scoperto grazie a una ricerca storica che è terminata a Montebudello. Una frazione di Monterenzio che ospita nella sua chiesa una campana con un'incisione che riporta il nome di Frate Pietro e l'inconfondibile Croce a otto punte (detta anche Ottagona) simbolo dei Cavalieri Ospitalieri.

Pio V
Successivamente, nel 1500, si ha notizia di due importanti Ospitalieri nati a Bologna. I fratelli Alessandro e Ludovico Fava. Il primo combatté sull'ammiraglia degli Ospitalieri nella famosa battaglia di Lepanto. Uno scontro che vide l'alleanza Cattolica orchestrata da papa Pio V scontrarsi contro il temibile Impero Ottomano che in quegli anni si estendeva quasi fino a Vienna.  Il papa, in un periodo di forte crisi della Chiesa che era  lacerata dalla rivolta protestante, compì un vero e proprio miracolo diplomatico riuscendo a unire forze da sempre litigiose e invidiose come le Repubbliche Marina di Genova e Venezia. Dopo tutto ciò, Pio V scelse anche il comandante con il carisma giusto per guidare la spedizione: Don Giovanni d'Austria, figlio dell'Imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V.

Effige di Alessandro Fava
Gli Ospitalieri parteciparono alla battaglia di Lepanto con una flotta composta da tre galee. Alessandro Fava combatté con onore sull'ammiraglia sacrificando i suoi 19 anni di vita. Un effige in suo onore è presente nella basilica di San Giacomo, non troppo distante dalla cappella dei Bentivoglio. Una lapide sotto di essa recita più o meno:

In memoria di Alessandro Fava, valorosissimo cavaliere dell'Ordine degli Ospitalieri. Egli, dopo aver solcato i mari ed essere scampato molte volte alle insidie grazie alle sue grandi abilità, nel corso della battaglia navale che la flotta ha condotto con successo presso Lepanto, il 7 ottobre di quell'anno del 1571, mentre combatteva duramente sull'ammiraglia del suo Ordine compiendo gesta eroiche insieme a molti altri ufficiali, morì da valoroso all'età di diciannove anni, tre mesi e un giorno tra il compianto dell'intero Ordine.


Ma il racconto della lapide non finisce così. Infatti prosegue dicendo che l'anno dopo, seguendo le orme del fratello maggiore, Ludovico Fava decise di combattere la guerra in difesa dei territori e della fede cristiana

Monumento ai fratelli Fava
fino a meritare un posto di comando nell'esercito. E per tragica coincidenza, anche lui a diciannove anni trovò la morte lasciando un vuoto incolmabile nella sua città e nell'animo dei genitori.

Insomma, i Fava si distinsero per le loro gesta e per aver combattuto con onore in quello in cui credevano, ma al momento, se si entra a S. Giacomo, non si possono comprare cartoline o immagine che immortalano i monumenti a loro dedicati. Semplicemente perché non si è pensato di produrle... Ma i Fava possono riposare in pace, c'è chi li ricorda ancora...

Matteo Freddi
autore di Ben ti voglio Lucia. Il re a Bologna, il romanzo che narra la storia e il mito di Re Enzo, e  Finché morte non ci riunirà. La rivisitazione in chiave del Grande Assedio di Malta che secondo l'Associazione Culturale VoltarePagina.Net...

...è un libro che unisce l’utile al dilettevole, che insegna e che diverte, poiché coniuga una lezione di storia alla lettura di un buon libro...

e secondo Temperamente.it ...

...leggendolo, si ha la sensazione di vedere dei quadri animarsi e prendere vita... Questo romanzo mi ha entusiasmato...

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