Storia, Warfare e...

Storia, Warfare e...
Come possono coesistere Storia, Arte Bellica e Sport?
Un fantallenatore non deve forse gestire risorse e giocatori come un generale?

mercoledì 25 giugno 2014

Disastri e fallimenti Mondiali. Come interpretarli per il nostro Fantacalcio?

Casillas
Come spiegato in un mio precedente articolo, nel fantamondiale, sopratutto per quanto riguarda la fase a gironi, è sempre conveniente andare alla ricerca di possibili sorprese... Ebbene, immancabilmente, come in ogni mondiale, i risultati a sorpresa si sono presentati con gran clamore. La disfatta della Spagna e del suo portiere, che a priori, guardando le statistiche relativamente alle reti subite dei campioni uscenti non era certo una scelta avventata, assieme alla figuraccia rimediata dall'Italia, rimarrà negli annali. Poi intendiamoci, in un campionato lungo, da quasi 40 partite, i giocatori della Spagna avrebbero solamente reso un po' meno di quello che ci si sarebbe aspettato. Infatti, la vittoria per 3 a 0 sull'Australia ha dimostrato che in un campionato più lungo la nazionale iberica sarebbe arrivata comunque tra i primi. Ma d'altronde si sa, più una competizione è corta, è più è alta la possibilità che i risultati in campo non rispecchino i veri valori tecnici.
Prandelli catechizza Balotelli
Entrando nello specifico della nazionale italiana che più ci interessa per il prossimo fantacalcio Serie A che comincerà tra due mesi, purtroppo, abbiamo ottenuto ulteriori conferme...
Da quando cominciai a giocare a fantacalcio, circa quindici anni fa, le mie squadre sono sempre state ricche di giocatori italiani, specialmente in attacco. Chi ha buona memoria concorderà con me che a parte qualche eccezione, un attaccante straniero doveva pagare "dazio" passando almeno una stagione d'adattamento nella quale segnava poco. E di conseguenza, per andare sul sicuro, i miei bomber erano sempre tutti (o quasi) italiani. Negli ultimi anni invece, a causa di un abbassamento del livello tecnico del nostro campionato, sempre più stranieri hanno un impatto devastante fin da subito. Basti pensare a Tevez, Llorente, Mertens, Callejon (ha giocato più minuti rispetto le ultime stagioni in Spagna, d'accordo, ma ha segnato praticamente il triplo delle reti rispetto al solito!). Per non parlare di uomini come Iturbe che la prossima stagione dovranno dimostrare di non essere meteore...
Rossi in azione con la maglia azzurra
Ebbene, proprio quest'anno, a metà campionato, mi accorsi che senza volere, la mia squadra era per la maggior parte composta da giocatori stranieri (come del resto molte squadre della serie A). Egoisticamente parlando, poiché nel torneo di fantacalcio al quale tengo di più c'è la possibilità di confermare un terzo dei giocatori per la stagione successiva, fui contento nel sentire che gli italiani che più hanno contribuito alla mia vittoria sono rimasti a casa. Umanamente mi arrabbiai tantissimo ( e lo sono ancora) per la mancata convocazione di Rossi che per me è il miglior calciatore che il nostro ct possa schierare. Allora, provai a consolarmi con il fatto che anche questa estate potrà rifare una buona preparazione fisica che lo lancerà in una nuova sfavillante stagione. O almeno così spero, ma di dubbi quasi non ne ho! Discorso simile per Florenzi. Che regalo i miei avversari...
Florenzi esulta dopo un gol
Solo uno sapeva che il buon Alessandro in B realizzò più di 10 gol. E infatti fu proprio questo ragazzo informato a farmelo pagare a caro prezzo nella sua prima stagione in serie A. E non dimentico certo Mattia Destro. Quel ragazzo che quando giocava nella primavera dell'Inter era definito il nuovo Vieri...
Che dire, come ripeto spesso nel mio libro, il fantacalcio non è uguale al calcio (bisogna ricordarlo sempre!), ma guarda caso Prandelli tra i "miei" italiani ha convocato uno dei peggiori: Paletta. Appena tornato dall'infortunio cominciò a prendere regolarmente voti che andavano dal 6,5 al 7,5 "costringendomi" a schierarlo sempre.Fino a che...
Il bomber Mattia Destro
Molti giornalisti cominciarono a sponsorizzarlo per la nazionale. Da quel momento in poi, Paletta si è profuso in una lunga serie di errori accompagnati da insufficienze. In quel momento mi balenò un'idea in testa: "e se non avesse il carattere per reggere le tensioni di eventi importanti?". E proprio  Prandelli, verso la fine della stagione sottolineò che i giocatori dovevano dimostrare sangue freddo. Perché convocare l'italo-argentino allora? Sono io che non capisco niente di calcio? E' meglio che parli solo di fantacalcio? Non so, ditemi voi.
Andando più sul sicuro, mi sento di consigliare per la prossima stagione e forse anche per maggior tempo, di spendere molto solamente per i giocatori italiani che hanno già dimostrato buoni rendimenti.
A presto e buon proseguimento di fantamondiale a tutti!

p.s. ti sei accorto che non ho menzionato nessun juventino? Semplice, non ne ho in rosa!. Se non hai letto perché ho effettuato questa scelta, non perderti il mio precedente post: Vincere il fantacalcio senza juventini. Io ce l'ho fatta. Ecco come. Ah! La motivazione non è certo riguardante il tifo o la mia fede calcistica...

Matteo Freddi
autore de "L'arte di vincere al fantacalcio" e della "Guida all'asta 2015-16 e aggiornamento de L'arte di vincere al fantacalcio".

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sabato 14 giugno 2014

A.D. 1307 Quando Bologna assaltò i Conti di Panico

Nel 1307, tra le due battaglie più note del medioevo bolognese che sono quella di Fossalta (1249) e di Zappolino (1325), vi fu uno scontro importante ma spesso dimenticato a causa delle scarse fonti storiche che nella loro pochezza, non ci offrono un quadro preciso (alcune riportano come data il 1306, altre il 1307). Ma cosa accadde?
Il comune di Bologna, galvanizzato dalla cattura di Re Enzo durante la battaglia di Fossalta, posò le sue mire espansionistiche sui piccoli paesi delle colline e montagne adiacenti alla città. All'epoca, essendo nel bel mezzo degli scontri più feroci tra i Guelfi sostenitori del Papa e i Ghibellini sostenitori del Sacro Romano Impero (per conoscere come avvenne la  nascita della diatriba leggi il precedente post relativo alla battaglia di Fossalta e la cattura di Re Enzo),  l'obiettivo ideale per il comune di Bologna, Guelfo quasi all'unanimità, non poteva che essere il territorio dei ghibellini Conti di Panico, i vassalli dell'Imperatore più temuti della zona...

Blasone dei Conti di Panico
I Panico infatti, che oltre il loro castello sito nella località omonima, possedevano Casola, Caprara. Castelvecchio, Casigno, Cervignano e la rocca di Badolete, erano noti per per le loro frequenti razzie nei territori circostanti che si spinsero fino a contendere alcuni territori del Comune di Bologna. Questa situazione perdurò per anni, fino al giorno in cui i Panico si trovarono assediati dalle milizie bolognesi che probabilmente per ordine dei loro comandanti, non ebbero pietà quando vinsero la battaglia.... Il castello dei Panico fu raso al suolo, il capostipite della casata, il Conte Maghinardo, fu accecato, imprigionato e lasciato morire tra le sue sofferenze. Suo figlio invece, Mostarda, fu decapitato a Bologna (si presume in piazza davanti agli occhi dei bolognesi). Così facendo, Bologna estinse o quasi la casata acerrima nemica... Quasi perché i rimanenti membri della famiglia Panico, quasi vent'anni dopo, si schierarono al fianco dei modenesi nella battaglia di Zappolino mettendosi in mostra con un contributo importante per la causa Ghibellina...
Blasone dei Geremei. A Bologna, tutti i guelfi vennero
presto chiamati  con questo appellativo.
Blasone dei Lambertazzi. A Bologna, tutti i ghibellini
venivano presto chiamati con questo appellativo.

















Se vuoi leggere un mio approfondimento per capire meglio la diatriba tra guelfi e ghibellini, fai un salto su Talento della Storia dov'è pubblicato un mio articolo di approfondimento. 



Matteo Freddi
autore di Ben ti voglio Lucia. Il re a Bologna, il romanzo che narra la storia e il mito di Re Enzo, e  Finché morte non ci riunirà. La rivisitazione in chiave del Grande Assedio di Malta che secondo l'Associazione Culturale VoltarePagina.Net...

...è un libro che unisce l’utile al dilettevole, che insegna e che diverte, poiché coniuga una lezione di storia alla lettura di un buon libro...

e secondo Temperamente.it ...

...leggendolo, si ha la sensazione di vedere dei quadri animarsi e prendere vita... Questo romanzo mi ha entusiasmato...

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Giugno 1565: fuoco e fiamme fecero tremare Castel Sant'Elmo. Ma non i Cavalieri di Malta


Ottomani all'assalto
Nel giugno del 1565 il Grande Assedio di Malta entrò nel vivo. L'esercito Ottomano comandato da Lala Mustafà, da giorni, bombardava incessantemente il piccolo Castel Sant'Elmo difeso solamente da un centinaio di cavalieri e cinquecento miliziani. In nettissima inferiorità numerica, i maltesi riuscirono a respingere con successo più assalti. Nonostante ciò, ogni ora che passava si faceva sempre più dura per i cavalieri. I larghi squarci aperti nelle mura dal bombardamento turco, rendeva la difesa sempre più problematica. Inoltre, l'arrivo del famoso corsaro Dragut, peggiorò le cose. L'uomo più temuto del Mediterraneo, infatti, dopo aver rimproverato Lala Mustafà per l'errore strategico di aver abbandonato l'assedio di Castel Sant'Angelo, il quartiere generale dei Cavalieri Ospitalieri, consigliò di distribuire hashish ai soldati prima di lanciarli all'assalto.
Un ferito soccorso durante la notte
Come risposta, La Valette, il Gran Maestro dei Cavalieri di Malta, di notte, tramite passaggi segreti e sentieri nascosti, fece prelevare i feriti rimpiazzandoli con uomini freschi mentre altri uomini cercavano di chiudere alla meglio ogni breccia. Finché una notte, l'impavido cavaliere Vitellino Vitelleschi, allo strenuo delle forze, si presentò al cospetto di La Valette:

"Mio signore, i turchi ci hanno proposto la resa. Tutto ormai è perduto. Non vogliamo morire bruciati. Concedeteci di compiere una sortita fuori dal castello. Concedeteci l'onore di morire con la spada in mano.»


Il Gran Maestro si oppose fermamente al desiderio del giovane cavaliere:


 "Dobbiamo lottare fino alla morte sacrificando le nostre vite una ad una, facendo guadagnare tempo all'Europa e alla Cristianità. Se noi cadremo, i turchi  invaderanno la Sicilia. Dal Sud Italia le armate di Solimano potranno puntare dritto al cuore dell'Europa e alla basilica di San Pietro. Nessuno potrà fermarli a quel punto... ".

Vitelleschi obbedì fedelmente all'ordine dell'amato Gran Maestro e tornò a guidare la difesa usando assieme agli altri cavalieri tutto ciò che era possibile.. Lanciando roventi cerchi di legno imbevuti di fuoco greco, utilizzando lanciafiamme (tubi che sputavano fuoco sui nemici) e le pignatte (rudimentali granate innescate tramite miccia). Gli Ottomani risposero con sacchetti "appiccicosi" lanciati tramite frecce. Quei particolari proiettili s'incollavano alle armature provocando in pochi istanti piccoli incendi a diretto contatto delle armature... La situazione a Castel Sant'Elmo era disperata...
Armatura "bucata" dai proiettili d'archibugio


I bombardamenti cessarono. La spiaggia cadde in un silenzio mortale. Un imam, a un gesto di Dragut, andò alla testa dei tremila uomini scelti per l'assalto: «Allah è grande! Andate e colpite gli infedeli sulla noce del capocollo!»
I soldati urlarono all'unisono e partirono alla carica.
I cannoni cristiani spararono nel gruppo. Sabbia si alzò nell'aria e corpi caddero sulla spiaggia.
«All'attacco! All'attacco! Le Huri vi attendono in paradiso a braccia aperte!»
I turchi, inebriati dalla droga, continuarono il loro assalto senza indugi. I primi arrivati alle mura lanciarono le corde e appoggiarono le scale. Ma una pioggia di fuoco greco cadde dagli spalti e molti si trasformarono in torce viventi. Alcuni fuggirono dal campo di battaglia, altri con urla disumane rotolarono sulla spiaggia travolgendo alcuni compagni d'arme.
«Attento Federico! Uno alla tua destra!»
II cavaliere alzò l'enorme spadone con due mani e affettò in due il nemico.
«Grazie Niccolò. Ora tu e i tuoi compagni continuate a sputare palle di pietra verso i giannizzeri.»
Vitelleschi, sulla torre più alta, osservava attentamente gli avvenimenti. «Più li colpiamo, più li infervoriamo. Dai ordine di preparare le armi segrete» ordinò a un miliziano «io mi butto nella mischia.» Sguainò lo spadone e lo alzò al ciclo. Un raggio di sole colpì la punta della lama. La luce si riflesse intorno all'arma facendola luccicare, come se fosse avvolta da un'aurea divina.
«Per il nostro Signore! Per Malta!» scese le scale e mise piede sugli spalti. Appena in tempo per mozzare un braccio che intendeva decapitare un maltese intento ad armeggiare intorno a un vaso di terracotta con un pezzo di corda. Il turco mutilato si accasciò silenziosamente.
«Grazie mio signore» disse grato il maltese. Un sibilo seguito da un'ombra innaturale raggiunse le mura. Vitelleschi si chinò per proteggere l'uomo che aveva appena salvato. Le frecce si spezzarono a contatto con l'armatura.
«Stai giù finché non sei pronto a lanciare.»
II cavaliere si rialzò. Una mano si strinse intorno a un suo gambale. L'uomo che aveva appena mutilato cercò lentamente di alzarsi in piedi. Il moncherino riversava copiosamente sangue sull'armatura del cavaliere.
«Non senti il dolore grazie all'hashish? Vuoi assaggiare anche un pezzo della mia lama?» disse Vitelleschi.
Il turco ferito si mise in ginocchio e allungò la sua unica mano provando a prendere la misericordia riposta nella guaina del cavaliere, quando una nuvola grigia si sollevò dal centro dello schieramento musulmano. Gli archibugi spararono: un proiettile rimbalzò sull'elmo del comandante degli assediati e un altro finì il turco menomato perforandogli le tempie.
Vitelleschi sorrise sotto la celata e urlò: «Forza con le pignatte!»
I miliziani accesero le micce e lanciarono i vasi di terracotta riempiti di fuoco greco che esplosero a contatto con le teste degli assalitori. I malcapitati con i capelli e le braccia in fiamme ruppero i ranghi creando scompiglio. Il loro unico desiderio era raggiungere il mare. I giannizzeri illesi si fermarono persi in un attimo di esitazione. Vitelleschi vide finalmente un segno di cedimento.
«Via! Lanciate la nostra ultima invenzione.»
Dalle mura caddero cerchi di metallo infuocati. Come un serpente rotolarono tra gli assalitori. Le fiamme incendiarono tutto e tutti al loro passaggio. Il caos dominava. L'esercito turco andò in rotta. Tutti indietreggiarono disordinatamente in una corsa folle. Torce umane e illesi.

«Vittoria!» urlarono all'unisono cavalieri e miliziani.

(Tratto da "Finché morte non ci riunirà")



Se ti sei perso le puntate precedenti con il famoso discorso di La Valette, naviga il sito o vai direttamente al precedente cliccando qui.

Matteo Freddi
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giovedì 5 giugno 2014

Fantamondiale: ecco come costruire la rosa

Il vero appassionato di calcio e fantacalcio non va mai in ferie. 
Giusto? Se pensi di essere d’accordo,  ovviamente, non vedi l’ora che inizi il mondiale… E perché no, il fantamondiale! Come avrai notato, da tempo,in rete  non si sprecano i consigli sui giocatori da acquistare per  questo speciale torneo.
Ho detto speciale? Esatto. Dalla mia esperienza spesso noto che si tende a dimenticare un elemento importantissimo: la durata del torneo. Infatti, il fantamondiale, in soli sette turni, proclama il vincitore a differenza del classico fanta Serie A che impiega trentotto giornate o quasi per fare ciò. Questo elemento obbliga il fantallenatore, come ogni commissario tecnico, a valutare attentamente lo stato di forma di ogni giocatore. Con questo non voglio sconsigliarti in maniera assoluta l’acquisto di un calciatore attualmente acciaccato o che è appena tornato da un infortunio se credi che nella fase a scontri diretti possa fare la differenza. Anzi…  Dico solamente di non esagerare nell’infoltire la rosa di giocatori dallo stato fisico incerto. Se non si vuole rischiare di giocare in inferiorità numerica, se ne possono prendere uno per ruolo, al massimo due se gli atri calciatori sono dati per titolari certi. Così facendo magari, potrai fare dei buoni punteggi nelle prime tre partite grazie a giocatori che a priori, non ispirano un certo “fascino” fantacalcistico.
Per fare un esempio, ricorda sempre che un gol di un attaccante della Costa d’Avorio vale sempre l’amato +3 anche se la sua squadra perde 5 a 1. In più, sono fermamente convinto che in un fantamondiale si possano distanziare maggiormente i propri avversari  nelle prime tre giornate, quando c’è la più ampia scelta di giocatori da acquistare… Non dimenticare in nessun modo che dagli ottavi in poi, essendoci sempre meno squadre impegnate nel mondiale, i punteggi di ogni fantasquadra tenderanno sempre più ad assomigliarsi perché ogni fantallenatore ha una lista di giocatori acquistabili sempre più scarsa (numericamente parlando). Un esempio? Con l’Argentina in finale quanti concorrenti non avranno in rosa Messi? Credo pochi. E quanti schiereranno nelle prime giornate un difensore dell’Honduras? Probabilmente sempre pochi. Di conseguenza, impegnati il più possibile per mantenere la testa della graduatoria fin da subito, anche rischiando di prendere molti giocatori che nel caso non segnino, molto probabilmente, si aggiudicheranno delle insufficienze…
 E’ vero, così facendo potresti classificarti tra gli ultimi. Se il tuo obiettivo però è la vittoria, osa, fin da subito, perché fidati, rimontare un’insperata doppietta di Bonucci potrebbe essere arduo! In così poche partite, contano molto più i gol schierati piuttosto di un bell’undici che segna poco o pochissimo pur prendendo svariate sufficienze più o meno abbondanti!

E come direbbe Maurizio Mosca… Buon fantamondiale a tutti!

Matteo Freddi
autore de "L'arte di vincere al fantacalcio" e della "Guida all'asta 2015-16 e aggiornamento de L'arte di vincere al fantacalcio".

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