Storia, Warfare e...

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lunedì 5 maggio 2014

Maggio 1565, la flotta Ottomana è in viaggio verso Malta


Solimano il Magnifico


In questi giorni, 449 anni fa, l'imperatore Ottomano Solimano detto il Magnifico, decise di inviare a Malta un esercito composto da 40.000 uomini.
L'obiettivo era annientare il Sacro Ordine dei Cavalieri Ospitalieri e conquistare l'isola per ottenere una base sicura per preparare un'invasione nell'Italia meridionale per poi spingersi fino a Roma per far abbeverare i cavalli davanti alla "nuova" moschea di S. Pietro.   




ANTEFATTO

L'ammiraglio Romegas
In quegli anni l'impero Ottomano raggiunse l'apice della sua espansione, giungendo sino alle porte di Vienna. I corsari turchi imperversavano nel Mediterraneo, depredando le coste cristiane arricchendo il regno di Solimano di nuovi tesori e schiavi da incatenare ai remi delle galee o da usare per i lavori più massacranti. 
La piccola flotta dei Cavalieri Ospitalieri era l'unica forza che costantemente e con successo, cercava di opporre resistenza intercettando le flotte mercantili turche per restituire alle terre cristiane parte dei saccheggi. Proprio durante una di queste azioni, capitanata dall'ammiraglio Romegas in persona, i Cavalieri riuscirono a impadronirsi di un ricco forziere contenente sfarzosi gioielli destinati a Mirmah, la principessa, la figlia adorata di Solimano. Secondo alcuni fonti storiche, fu proprio questo evento a convincere definitivamente il Magnifico ad attaccare Malta invece di proseguire l'avanzata su terra che significava assediare Vienna per potersi fare strada fino a Roma.


I PREPARATIVI
Jean Parisot de la Valette

Grazie alle sue spie, a Malta, il Gran Maestro la Valette, scoprì con qualche mese d'anticipo che l'Ordine sarebbe stato attaccato. Nonostante i cavalieri furono lasciati al proprio destino dai regnanti europei convinti che le truppe di Solimano avrebbero vinto in poche settimane, la Valette, con un atto di grande coraggio e altruismo, decise di organizzare la strenua difesa per proteggere la fede Cattolica e le terre degli stessi fratelli cristiani che li abbandonarono, ma che con ogni probabilità, divisi e impoveriti a causa dello loro lotte intestine, non sarebbero mai riusciti a fermare l'avanzata turca su Roma. 
Cominciò quindi un piano di evacuazione dell'isola per la popolazione che non era in grado di combattere, richiamò di tutta fretta i cavalieri non presenti sull'isola e ordinò l'ultimazione di Castel Sant'Elmo. 
Il conto delle forze disponibili fu presto fatto: 700 cavalieri aiutati da 7.000 miliziani di li a poco si sarebbero scontrati con un esercito di 40.000 uomini. Un'impresa sula carta impossibile che però non scoraggiò la fede e la dedizione di la Valette e gli uomini al suo seguito...

Matteo Freddi
autore di Ben ti voglio Lucia. Il re a Bologna, il romanzo che narra la storia e il mito di Re Enzo, e  Finché morte non ci riunirà. La rivisitazione in chiave del Grande Assedio di Malta che secondo l'Associazione Culturale VoltarePagina.Net...

...è un libro che unisce l’utile al dilettevole, che insegna e che diverte, poiché coniuga una lezione di storia alla lettura di un buon libro...

e secondo Temperamente.it ...

...leggendolo, si ha la sensazione di vedere dei quadri animarsi e prendere vita... Questo romanzo mi ha entusiasmato...

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