Storia, Warfare e...

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Come possono coesistere Storia, Arte Bellica e Sport?
Un fantallenatore non deve forse gestire risorse e giocatori come un generale?

mercoledì 28 maggio 2014

Alla fine di Maggio del 1565, gli Ottomani assaltarono per la prima volta Castel Sant'Angelo a Malta

Armatura di un Cavaliere di Malta, Palazzo
del Gran Maestro, La Valetta
Negli ultimi giorni di Maggio del 1565, il potente e numeroso esercito Ottomano, terminò le operazioni di sbarco. Sotto il comando del generale Lala Mustafà, noto per le sue innumerevoli vittorie e conquiste, si avvicinò a Castel Sant'Angelo, il forte maltese più imponente che fungeva anche da quartier generale dei Cavalieri Ospitalieri. 
Lala Mustafà, come del resto tutti i suoi ufficiali e il sultano Solimano in persona, era certo di ottenere una rapida vittoria. Di conseguenza, fremente di dimostrare ancora il suo valore e innervosito da uno screzio avuto qualche giorno prima con l'ammiraglio Piale Pascià, decise di assaltare Sant'Angelo senza assediarlo. Per far ciò, Lala Mustafà mandò all'assalto i temibili Giannizzerri, il corpo scelto dell'esercito Ottomano. I suoi componenti erano nella stragrande maggioranza prigionieri cristiani catturati durante l'avanzata dell'Impero nei Balcani. Istruiti fin da piccoli all'arte della guerra e alla dottrina musulmana, all'epoca il solo sentire la parola Giannizzeri faceva rabbrividire chi doveva difendersi. 

La Valette, deciso a opporre una strenua resistenza, probabilmente sorrise capendo le intenzioni turche. Come risposta, comandò alla lingua di Castiglia di eseguire una sortita a cavallo. Cosa s'intendeva per lingua 
Equipaggiamento giannizzero, Palazzo del
Gran Maestro, La Valetta
nell'ordine degli Ospitalieri? Per combattere al meglio durante i momenti frenetici della battaglia, per valorizzare al meglio il valore dei Cavalieri che provenivano da tutta Europa, l'ordine era diviso in lingue. Ovvero, gli uomini nati nella stessa regione e che parlavano la stessa lingua, erano divisi in unità che di certo, non potevano avere problemi di comunicazione.
A questo punto però, probabilmente sorge in te un'altra domanda. Perché mai La Valette, comandando un esercito di quasi cinque volte inferiore numericamente, potrebbe aver accennato un sorriso vedendo quell'assalto? A causa delle armi e armature... I Cavalieri vestivano solide e pesanti (40-50 kg) armature a placche forgiate su misura dai bravi e famosi fabbri milanesi. Essendo composte di vari pezzi, quelle armature, considerando il peso notevole, permettevano comunque una discreta libertà di movimento. Una scimitarra ottomana non poteva in alcun modo penetrare (a parte i pochi centimetri lasciati scoperti dalla feritoia per gli occhi, le ascelle e le ginocchia). Inoltre le frecce si frantumavano a contatto con l'armatura, e un colpo d'archibugio poteva rivelarsi mortale solamente se scagliato a bruciapelo. I Giannizzeri invece, erano armati con un'armatura leggera e molti di loro indossavano solamente un turbante in testa. Solo una piccola parte, oltre la scimitarra, era armata d'archibugio poiché tale arma era sottovalutata dagli Ottomani essendo abituati a innumerevoli vittorie conquistate con "tempeste" di frecce.

Risultato? L'agguerrita lingua di Castiglia varcò i cancelli di Castel Sant'Angelo lancia in resta, sferzando i cavalli per giungere sui Giannizzeri a tutta velocità. I Cavalieri, avendo ancora in mente le parole che pronunciò La Valette qualche giorno prima (già citate in un precedente post), combatterono ferocemente al grido: "Per la Santa Romana Chiesa", "Per la cristianità". Imperterriti, dopo la prima carica, abbandonarono la mischia per tornare verso il castello dove li attendevano i serventi con delle nuove lance. Stretti nuovamente i ranghi, la lingua di Castiglia si scagliò con un nuovo impatto devastante sui Giannizzeri, per poi ripetere la stessa strategia più e più volte, fino a costringere Lala Mustafà a suonare la ritirata.

La prima battaglia fu così vinta dai Cavalieri che salutarono per l'eternità solamente un numero esiguo di fratelli. Ma di certo, non si poteva sognare la vittoria finale tenendo conto del numero di forze schierate da ambo le parti. L'esito del primo assalto comunque, provocò il primo vero importante dissenso tra i comandanti Ottomani. Il risultato fece inferocire l'ammiraglio Piale Pascià che costrinse Lala Mustafà ad assediare il forte più piccolo, Castel Sant'Elmo. Per il generale questa decisione non era nemmeno da prendere in considerazione essendo convinto che una volta caduto Castel Sant'Angelo, il resto dell'isola si sarebbe arresa in pochi giorni...

Ai primi di giugno per il prossimo post... E se ti sei perso le puntate precedenti con il famoso discorso di La Valette, naviga il sito o vai direttamente al precedente cliccando qui.

Matteo Freddi
autore di Ben ti voglio Lucia. Il re a Bologna, il romanzo che narra la storia e il mito di Re Enzo, e  Finché morte non ci riunirà. La rivisitazione in chiave del Grande Assedio di Malta che secondo l'Associazione Culturale VoltarePagina.Net...

...è un libro che unisce l’utile al dilettevole, che insegna e che diverte, poiché coniuga una lezione di storia alla lettura di un buon libro...

e secondo Temperamente.it ...

...leggendolo, si ha la sensazione di vedere dei quadri animarsi e prendere vita... Questo romanzo mi ha entusiasmato...

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