Storia, Warfare e...

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Come possono coesistere Storia, Arte Bellica e Sport?
Un fantallenatore non deve forse gestire risorse e giocatori come un generale?

domenica 25 maggio 2014

26/5/1249 Quando Bologna, da sola, fermò l'Impero

Porta S. Felice oggi.

Il 24 agosto di quasi ottocento anni fa, le milizie bolognesi tornarono trionfanti in città entrando da Porta S. Felice (che all'epoca faceva parte di una palizzata di legno poiché il comune di Bologna era in attesa di raccogliere i fondi necessari per costruire una vera e propria nuova cinta muraria), accolte dalla grida di gioia dei concittadini in festa. I prigionieri, incatenati, con lo sguardo basso, procedevano mestamente circondati dalle milizie. Tra di loro, si poteva facilmente notare un affascinante biondo, un  giovane con i capelli lunghi fino alle spalle. Si trattava di Re Enzo di Torres, il figlio dell'imperatore del Sacro Romano Impero: Federico II. Ma come si  arrivò a quello scontro?



ANTEFATTO

La battaglia della Fossalta fa parte degli scontri tra Guelfi e Ghibellini, una diatriba inizialmente nata tra due opposte fazioni nate nel XII secolo dopo la morte dell'imperatore Enrico V. Il termine Guelfo indicava i sostenitori della casata Welf, il termine Ghibellino invece era l'italianizzazione di Weibling, un castello di proprietà della casata degli Hohenstaufen. Questa lotta intestina indebolì il Sacro Romano Impero fino a indurre gli imperatori a disinteressarsi, a volte per negligenza, a volte per impossibilità, dei territori del nord Italia dove i comuni, sempre più ricchi, si presero una serie di libertà fino ad arrogarsi diritti che spettavano solamente all'imperatore, ovvero le cosiddette "regalìe", che comprendevano l'elezione di magistrati cittadini, l'esazione delle tasse e nel diritto di dichiarare guerra. Quest'ultimo, innervosiva molto l'imperatore di turno poiché il regnante non poteva accettare che due o più città sotto il suo controllo si dichiarassero guerra. Dati questi sviluppi, gli imperatori, cominciarono a nominare vescovi compiacenti nella città ribelli nel tentativo di riprendere il controllo delle città dissidenti. Tale comportamento, ovviamente, non piacque ai comuni, ed essendo un atto che prevaricava il potere e le competenze papali, fece sì che lo scontro tra Guelfi e Ghibellini si trasformò nella diatriba tra i sostenitori del Sacro Romano Impero e quelli della Chiesa.


LA BATTAGLIA DELLA FOSSALTA  

Pochi anni prima della battaglia della Fossalta, il diverbio tra il comune di Bologna e Federico II raggiunse il suo apice quando l'imperatore, in un primo momento, vietò alla popolazione del Regno di Sicilia di frequentare qualsiasi Studio (così veniva chiamata l'università all'epoca) che non fosse quello di Napoli. La scuola bolognese, poiché accoglieva studenti da ogni dove, era una notevole fonte d'introito per la città. Temendo una drastica riduzione del benessere economico, il comune di Bologna tentò di far sentire le proprie ragioni, ma senza alcun risultato. O meglio... Poco tempo dopo, Federico II ordinò la chiusura dello Studio di Bologna... La frattura era ormai insanabile, sole le armi potevano risolve la contesa....

26 MAGGIO 1249

Re Enzo prigioniero, Museo della
storia di Bologna, palazzo Pepoli
Nel modenese, nei pressi del fiume Panaro, le truppe imperiali composte anche da milizie dell'alleata ghibellina Modena, attaccarono alcuni bolognesi intenti a raccogliere legna. L'esercito comunale, richiamato dalle urla dal clangore dello scontro,  attraversò di corsa il Panaro sorprendendo Re Enzo ai fianchi con la cavalleria. Il figlio dell'imperatore, poco dopo, ordinò la ritirata. Ma un ingrossamento improvviso del torrente, limitò le possibilità di fuga e trasformò la ritirata in una rotta confusionaria. Enzo, stoicamente, si allontanò per ultimo assieme alla sua guardia personale per proteggere la fuga del suo esercito. Tale gesto, suo malgrado, non ottenne grandi risultati, permettendo ai bolognesi di disarcionarlo e catturarlo assieme a 1.200 fanti e 400 cavalieri.

LA PRIGIONIA

Palazzo Re Enzo, oggi
Mentre per i componenti dell'esercito imperiale fu chiesto un riscatto, Re Enzo fu inizialmente imprigionato nei castelli di Castel Franco e Anzola per poi essere trasportato il 24 agosto in un nuovo palazzo adiacente al palazzo del Podestà che prese subito il suo nome. Essendo un sovrano, seppur in prigionia, come consuetudine dell'epoca, Enzo godette di trattamenti di tutto rispetto, come le frequenti visite di donne bolognesi...
Ad ogni modo, il re, colmo di orgoglio e fierezza imperiale, non visse bene la sua prigionia in una città che a livello territoriale, rappresentava poco più di un punto sulla mappa, nonostante offrisse un fascino unico grazie alle sue innumerevoli torri e canali d'acqua a cielo aperto che permettevano ai macchinari degli opifici di funzionare.
Le sue sofferenze, probabilmente, trovavano il loro apice ogni 24 agosto, quando nella piazza adiacente per festeggiare la sua cattura, si organizzava la Festa della Porchetta, dove si organizzavano spettacoli e lanci di cacciagione e porchetta sulla folla festante. E per giunta, i tentativi diplomatici del padre per liberarlo si rivelarono vani. Da segnalare  i toni forti della lettera che Federico II inviò ai bolognesi:


Liberate Enzo e vi esalterò su tutta la Lombardia, ma se disobbedirete a questi comandi mi abbatterò sulla vostra città e l'espugnerò senza pietà.


I bolognesi, per nulla intimoriti e decisi a conservare le libertà che si erano presi e il loro caro Studio, la prima università fondata al mondo (la prima nata indipendente da studi teologici come generalmente viene considerata tale istituzione ai giorni d'oggi; le due università nate secoli prima in Egitto e Marocco comprendevano studi teologici e oltre a essere dei centri educativi, erano dei centri spirituali), riposero fieramente:


Non sperate di atterrirci con le vostre vane parole. Non siamo canne palustri che tremolano a ogni tenue soffio di vento,né siamo simili a piume, né a nebbie che si dileguano al raggio solare. Sappiate che teniamo in nostra mano Re Enzo, che lo teniamo e lo terremo; se volete punire l'offesa date mano alle armi e opponete forza a forza. Infatti noi non cingeremo le nostre spade e ruggiremo al par di leoni, ostilmente affrontandovi; né varrà alla vostra magnificenza l'innumerevole moltitudine. Così dice il proverbio antico: spesso un cinghiale è immobilizzato da un piccolo cane.


EPILOGO

Federico II non mantenne la parola scritta e mai si avvicinò con un esercito nel tentativo di conquistare Bologna e liberare il figlio che, nel 1272, morì. Tuttora le sue spoglie sono conservate nella Basilica di S. Domenico. La cattura di Re Enzo fu un evento fondamentale nella storia di Bologna, un motivi di vanto, baldoria, e allo stesso tempo un forte messaggio inviato a chiunque desiderava opporsi alle brame bolognesi. Negli anni successivi, il comune si evolse in signoria,  e sotto la guida della casata dei Bentivoglio, proseguì nella sua crescita, senza dimenticarsi la ricorrenza del 24 agosto... La Festa della Porchetta infatti, fu organizzata per più di cinquecento anni. Questa prigionia inoltre, ispirò varie opere letterarie, tra le quali segnalo quelle di Carducci e Pascoli, nella musica in varie componimenti operistici e dalle numerose leggende.

Se vuoi leggere un mio approfondimento per capire meglio la diatriba tra guelfi e ghibellini, fai un salto su Talento della Storia dov'è pubblicato un mio articolo di approfondimento. In più, è disponibile Ben ti voglio Lucia. Il re a Bologna, il romanzo che narra gli eventi appena descritti e non solo...


Matteo Freddi
autore di Ben ti voglio Lucia. Il re a Bologna, il romanzo che narra la storia e il mito di Re Enzo, e  Finché morte non ci riunirà. La rivisitazione in chiave del Grande Assedio di Malta che secondo l'Associazione Culturale VoltarePagina.Net...

...è un libro che unisce l’utile al dilettevole, che insegna e che diverte, poiché coniuga una lezione di storia alla lettura di un buon libro...

e secondo Temperamente.it ...

...leggendolo, si ha la sensazione di vedere dei quadri animarsi e prendere vita... Questo romanzo mi ha entusiasmato...

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