Storia, Warfare e...

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Come possono coesistere Storia, Arte Bellica e Sport?
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domenica 18 maggio 2014

18 Maggio 1565. Ebbe inizio il Grande Assedio. La flotta Ottomana sbarcò a Malta

Ammiraglio Piale Pascià
Quasi 450 anni fa, oggi, ebbe inizio il Grande Assedio di Malta. L'esercito di Solimano il Magnifico, composto da 40.000 uomini si accingeva a sferrare il primo attacco ai 700 Cavalieri Ospitalieri aiutati da 7.000 miliziani. 

Il Gran Maestro La Valette, essendo venuto a conoscenza dell'attacco qualche mese prima grazie alle sue spie, riuscì a coordinare efficacemente ogni preparativo: la popolazione civile inabile a combattere fu evacuata con successo dall'isola, e in più, l'edificazione di Castel Sant'Elmo terminò con successo. 

In quel 18 maggio, vedendo arrivare in lontananza la flotta turca, La Valette convocò tutti i cavalieri esortandoli alla battaglia:


Fratelli, un formidabile esercito di barbari audaci si sta avvicinando alla nostra isola. Fratelli, costoro sono i nemici di Gesù Cristo. Oggi dobbiamo difendere la nostra fede per evitare che il Corano soppianti i Vangeli. Dio ci chiede la vita, che noi abbiamo già votato al suo servizio. Beati coloro che consumeranno per primi il sacrificio. 

Generale Lala Mustafà
I cavalieri risposero con un boato assordante. Rimasero a osservare la flotta Ottomana, che all'ordine di Piale Pascià, evitò di attraccare al Porto Grande, presso il cuore delle difese maltesi, composto dall'imponente Castel Sant'Angelo e dal più piccolo Castel Sant'Elmo. Tutto ciò, denotò immediatamente un forte disaccordo tra Lala Mustafà, il comandante dell'esercito, e Piale Pascià, ai quali era stato assegnato il comando della spedizione dal sultano Solimano. In quella particolare circostanza, ebbe la meglio Lala Mustafà, che preferì attraccare a circa 10 Km dal Porto Grande, presso il porto di Marsa Scirocco (ora noto come Marsaxlokk, noto villaggio di pescatori maltesi), per tenere le galee a debita distanza dall'artiglieria maltese. Piale Pascià, al contrario, avrebbe voluto fermasi al Porto Grande che offriva un maggiore riparo dai venti e dalle correnti marine. 

Dragut
Oltre a tutto questo, tra gli Ottomani sbarcati, non era presente l'uomo più carismatico ed esperto di assedi marittimi: il corsaro Dragut che imperversò per decenni, in lungo e in largo, nel Mediterraneo, depredando e assediando le terre cristiane. Essendo ottantenne all'epoca dell'assedio, Solimano preferì concedergli un meritato riposo. Dopo alcune discussioni però, a flotta già partita, Dragut riuscì ad ottenere il consenso del sultano per poter raggiungere Malta e dar sfogo al suo desiderio di vendetta. Il corsaro infatti, era tremendamente infastidito dall'Ordine dei Cavalieri Ospitalieri che intercettava le navi mercantili turche per cercare di restituire alla cristianità il bottino dei saccheggi effettuati da Dragut. 


La Valette
Secondariamente, ma non meno importante, Dragut riteneva di avere un conto aperto con il Gran Maestro La Valette, che essendo settantenne, era poco più giovane di lui...

Un anno prima, il comandante dei cavalieri andò a far visita a Dragut mentre era legato a un remo di una galea genovese. Quel giorno, il Gran Maestro, per nulla impietosito perché lui stesso prima di diventare la guida dei Cavalieri fu catturato e legato a un remo, disse al corsaro: "Al momento siete voi a essere prigioniero. Usanza di guerra".  Dragut con i nervi a fior di pelle a causa della sua schiavitù e ferito nell'onore rispose a La Valette dopo aver giurato vendetta: "Solo una mutazione di fortuna ha permesso ai genovesi di catturarmi. Indisturbato per vent'anni ho saccheggiato e assediato centinaia di paesi".

Nonostante ciò, in quel 18 maggio, Piale Pascià e Lala Mustafà, desiderosi di mostrare il loro valore a Solimano sconfiggendo in pochi giorni i pochi Cavalieri Ospitalieri, non persero tempo e diedero ordine di sbarcare immediatamente i pezzi d'artiglieria per cominciare all'assedio a Castel Sant'Angelo senza aspettare Dragut.

Lo scontro impari stava per aver inizio. La Valette si accingeva a guidare gli uomini al suo comando in una battaglia nella quale erano dati per spacciati da tutti, compresi i regnanti cristiani che decisero di non accorrere al loro aiuto, abbandonandoli al loro destino... 

Per saperne di più cerca gli altri articoli con etichetta "assedio di Malta" o vai alla pagina "I miei documentari"...


Matteo Freddi
autore di Ben ti voglio Lucia. Il re a Bologna, il romanzo che narra la storia e il mito di Re Enzo, e  Finché morte non ci riunirà. La rivisitazione in chiave del Grande Assedio di Malta che secondo l'Associazione Culturale VoltarePagina.Net...

...è un libro che unisce l’utile al dilettevole, che insegna e che diverte, poiché coniuga una lezione di storia alla lettura di un buon libro...

e secondo Temperamente.it ...

...leggendolo, si ha la sensazione di vedere dei quadri animarsi e prendere vita... Questo romanzo mi ha entusiasmato...

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