Storia, Warfare e...

Storia, Warfare e...
Come possono coesistere Storia, Arte Bellica e Sport?
Un fantallenatore non deve forse gestire risorse e giocatori come un generale?

mercoledì 28 maggio 2014

Alla fine di Maggio del 1565, gli Ottomani assaltarono per la prima volta Castel Sant'Angelo a Malta

Armatura di un Cavaliere di Malta, Palazzo
del Gran Maestro, La Valetta
Negli ultimi giorni di Maggio del 1565, il potente e numeroso esercito Ottomano, terminò le operazioni di sbarco. Sotto il comando del generale Lala Mustafà, noto per le sue innumerevoli vittorie e conquiste, si avvicinò a Castel Sant'Angelo, il forte maltese più imponente che fungeva anche da quartier generale dei Cavalieri Ospitalieri. 
Lala Mustafà, come del resto tutti i suoi ufficiali e il sultano Solimano in persona, era certo di ottenere una rapida vittoria. Di conseguenza, fremente di dimostrare ancora il suo valore e innervosito da uno screzio avuto qualche giorno prima con l'ammiraglio Piale Pascià, decise di assaltare Sant'Angelo senza assediarlo. Per far ciò, Lala Mustafà mandò all'assalto i temibili Giannizzerri, il corpo scelto dell'esercito Ottomano. I suoi componenti erano nella stragrande maggioranza prigionieri cristiani catturati durante l'avanzata dell'Impero nei Balcani. Istruiti fin da piccoli all'arte della guerra e alla dottrina musulmana, all'epoca il solo sentire la parola Giannizzeri faceva rabbrividire chi doveva difendersi. 

La Valette, deciso a opporre una strenua resistenza, probabilmente sorrise capendo le intenzioni turche. Come risposta, comandò alla lingua di Castiglia di eseguire una sortita a cavallo. Cosa s'intendeva per lingua 
Equipaggiamento giannizzero, Palazzo del
Gran Maestro, La Valetta
nell'ordine degli Ospitalieri? Per combattere al meglio durante i momenti frenetici della battaglia, per valorizzare al meglio il valore dei Cavalieri che provenivano da tutta Europa, l'ordine era diviso in lingue. Ovvero, gli uomini nati nella stessa regione e che parlavano la stessa lingua, erano divisi in unità che di certo, non potevano avere problemi di comunicazione.
A questo punto però, probabilmente sorge in te un'altra domanda. Perché mai La Valette, comandando un esercito di quasi cinque volte inferiore numericamente, potrebbe aver accennato un sorriso vedendo quell'assalto? A causa delle armi e armature... I Cavalieri vestivano solide e pesanti (40-50 kg) armature a placche forgiate su misura dai bravi e famosi fabbri milanesi. Essendo composte di vari pezzi, quelle armature, considerando il peso notevole, permettevano comunque una discreta libertà di movimento. Una scimitarra ottomana non poteva in alcun modo penetrare (a parte i pochi centimetri lasciati scoperti dalla feritoia per gli occhi, le ascelle e le ginocchia). Inoltre le frecce si frantumavano a contatto con l'armatura, e un colpo d'archibugio poteva rivelarsi mortale solamente se scagliato a bruciapelo. I Giannizzeri invece, erano armati con un'armatura leggera e molti di loro indossavano solamente un turbante in testa. Solo una piccola parte, oltre la scimitarra, era armata d'archibugio poiché tale arma era sottovalutata dagli Ottomani essendo abituati a innumerevoli vittorie conquistate con "tempeste" di frecce.

Risultato? L'agguerrita lingua di Castiglia varcò i cancelli di Castel Sant'Angelo lancia in resta, sferzando i cavalli per giungere sui Giannizzeri a tutta velocità. I Cavalieri, avendo ancora in mente le parole che pronunciò La Valette qualche giorno prima (già citate in un precedente post), combatterono ferocemente al grido: "Per la Santa Romana Chiesa", "Per la cristianità". Imperterriti, dopo la prima carica, abbandonarono la mischia per tornare verso il castello dove li attendevano i serventi con delle nuove lance. Stretti nuovamente i ranghi, la lingua di Castiglia si scagliò con un nuovo impatto devastante sui Giannizzeri, per poi ripetere la stessa strategia più e più volte, fino a costringere Lala Mustafà a suonare la ritirata.

La prima battaglia fu così vinta dai Cavalieri che salutarono per l'eternità solamente un numero esiguo di fratelli. Ma di certo, non si poteva sognare la vittoria finale tenendo conto del numero di forze schierate da ambo le parti. L'esito del primo assalto comunque, provocò il primo vero importante dissenso tra i comandanti Ottomani. Il risultato fece inferocire l'ammiraglio Piale Pascià che costrinse Lala Mustafà ad assediare il forte più piccolo, Castel Sant'Elmo. Per il generale questa decisione non era nemmeno da prendere in considerazione essendo convinto che una volta caduto Castel Sant'Angelo, il resto dell'isola si sarebbe arresa in pochi giorni...

Ai primi di giugno per il prossimo post... E se ti sei perso le puntate precedenti con il famoso discorso di La Valette, naviga il sito o vai direttamente al precedente cliccando qui.

Matteo Freddi
autore di Ben ti voglio Lucia. Il re a Bologna, il romanzo che narra la storia e il mito di Re Enzo, e  Finché morte non ci riunirà. La rivisitazione in chiave del Grande Assedio di Malta che secondo l'Associazione Culturale VoltarePagina.Net...

...è un libro che unisce l’utile al dilettevole, che insegna e che diverte, poiché coniuga una lezione di storia alla lettura di un buon libro...

e secondo Temperamente.it ...

...leggendolo, si ha la sensazione di vedere dei quadri animarsi e prendere vita... Questo romanzo mi ha entusiasmato...

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domenica 25 maggio 2014

26/5/1249 Quando Bologna, da sola, fermò l'Impero

Porta S. Felice oggi.

Il 24 agosto di quasi ottocento anni fa, le milizie bolognesi tornarono trionfanti in città entrando da Porta S. Felice (che all'epoca faceva parte di una palizzata di legno poiché il comune di Bologna era in attesa di raccogliere i fondi necessari per costruire una vera e propria nuova cinta muraria), accolte dalla grida di gioia dei concittadini in festa. I prigionieri, incatenati, con lo sguardo basso, procedevano mestamente circondati dalle milizie. Tra di loro, si poteva facilmente notare un affascinante biondo, un  giovane con i capelli lunghi fino alle spalle. Si trattava di Re Enzo di Torres, il figlio dell'imperatore del Sacro Romano Impero: Federico II. Ma come si  arrivò a quello scontro?



ANTEFATTO

La battaglia della Fossalta fa parte degli scontri tra Guelfi e Ghibellini, una diatriba inizialmente nata tra due opposte fazioni nate nel XII secolo dopo la morte dell'imperatore Enrico V. Il termine Guelfo indicava i sostenitori della casata Welf, il termine Ghibellino invece era l'italianizzazione di Weibling, un castello di proprietà della casata degli Hohenstaufen. Questa lotta intestina indebolì il Sacro Romano Impero fino a indurre gli imperatori a disinteressarsi, a volte per negligenza, a volte per impossibilità, dei territori del nord Italia dove i comuni, sempre più ricchi, si presero una serie di libertà fino ad arrogarsi diritti che spettavano solamente all'imperatore, ovvero le cosiddette "regalìe", che comprendevano l'elezione di magistrati cittadini, l'esazione delle tasse e nel diritto di dichiarare guerra. Quest'ultimo, innervosiva molto l'imperatore di turno poiché il regnante non poteva accettare che due o più città sotto il suo controllo si dichiarassero guerra. Dati questi sviluppi, gli imperatori, cominciarono a nominare vescovi compiacenti nella città ribelli nel tentativo di riprendere il controllo delle città dissidenti. Tale comportamento, ovviamente, non piacque ai comuni, ed essendo un atto che prevaricava il potere e le competenze papali, fece sì che lo scontro tra Guelfi e Ghibellini si trasformò nella diatriba tra i sostenitori del Sacro Romano Impero e quelli della Chiesa.


LA BATTAGLIA DELLA FOSSALTA  

Pochi anni prima della battaglia della Fossalta, il diverbio tra il comune di Bologna e Federico II raggiunse il suo apice quando l'imperatore, in un primo momento, vietò alla popolazione del Regno di Sicilia di frequentare qualsiasi Studio (così veniva chiamata l'università all'epoca) che non fosse quello di Napoli. La scuola bolognese, poiché accoglieva studenti da ogni dove, era una notevole fonte d'introito per la città. Temendo una drastica riduzione del benessere economico, il comune di Bologna tentò di far sentire le proprie ragioni, ma senza alcun risultato. O meglio... Poco tempo dopo, Federico II ordinò la chiusura dello Studio di Bologna... La frattura era ormai insanabile, sole le armi potevano risolve la contesa....

26 MAGGIO 1249

Re Enzo prigioniero, Museo della
storia di Bologna, palazzo Pepoli
Nel modenese, nei pressi del fiume Panaro, le truppe imperiali composte anche da milizie dell'alleata ghibellina Modena, attaccarono alcuni bolognesi intenti a raccogliere legna. L'esercito comunale, richiamato dalle urla dal clangore dello scontro,  attraversò di corsa il Panaro sorprendendo Re Enzo ai fianchi con la cavalleria. Il figlio dell'imperatore, poco dopo, ordinò la ritirata. Ma un ingrossamento improvviso del torrente, limitò le possibilità di fuga e trasformò la ritirata in una rotta confusionaria. Enzo, stoicamente, si allontanò per ultimo assieme alla sua guardia personale per proteggere la fuga del suo esercito. Tale gesto, suo malgrado, non ottenne grandi risultati, permettendo ai bolognesi di disarcionarlo e catturarlo assieme a 1.200 fanti e 400 cavalieri.

LA PRIGIONIA

Palazzo Re Enzo, oggi
Mentre per i componenti dell'esercito imperiale fu chiesto un riscatto, Re Enzo fu inizialmente imprigionato nei castelli di Castel Franco e Anzola per poi essere trasportato il 24 agosto in un nuovo palazzo adiacente al palazzo del Podestà che prese subito il suo nome. Essendo un sovrano, seppur in prigionia, come consuetudine dell'epoca, Enzo godette di trattamenti di tutto rispetto, come le frequenti visite di donne bolognesi...
Ad ogni modo, il re, colmo di orgoglio e fierezza imperiale, non visse bene la sua prigionia in una città che a livello territoriale, rappresentava poco più di un punto sulla mappa, nonostante offrisse un fascino unico grazie alle sue innumerevoli torri e canali d'acqua a cielo aperto che permettevano ai macchinari degli opifici di funzionare.
Le sue sofferenze, probabilmente, trovavano il loro apice ogni 24 agosto, quando nella piazza adiacente per festeggiare la sua cattura, si organizzava la Festa della Porchetta, dove si organizzavano spettacoli e lanci di cacciagione e porchetta sulla folla festante. E per giunta, i tentativi diplomatici del padre per liberarlo si rivelarono vani. Da segnalare  i toni forti della lettera che Federico II inviò ai bolognesi:


Liberate Enzo e vi esalterò su tutta la Lombardia, ma se disobbedirete a questi comandi mi abbatterò sulla vostra città e l'espugnerò senza pietà.


I bolognesi, per nulla intimoriti e decisi a conservare le libertà che si erano presi e il loro caro Studio, la prima università fondata al mondo (la prima nata indipendente da studi teologici come generalmente viene considerata tale istituzione ai giorni d'oggi; le due università nate secoli prima in Egitto e Marocco comprendevano studi teologici e oltre a essere dei centri educativi, erano dei centri spirituali), riposero fieramente:


Non sperate di atterrirci con le vostre vane parole. Non siamo canne palustri che tremolano a ogni tenue soffio di vento,né siamo simili a piume, né a nebbie che si dileguano al raggio solare. Sappiate che teniamo in nostra mano Re Enzo, che lo teniamo e lo terremo; se volete punire l'offesa date mano alle armi e opponete forza a forza. Infatti noi non cingeremo le nostre spade e ruggiremo al par di leoni, ostilmente affrontandovi; né varrà alla vostra magnificenza l'innumerevole moltitudine. Così dice il proverbio antico: spesso un cinghiale è immobilizzato da un piccolo cane.


EPILOGO

Federico II non mantenne la parola scritta e mai si avvicinò con un esercito nel tentativo di conquistare Bologna e liberare il figlio che, nel 1272, morì. Tuttora le sue spoglie sono conservate nella Basilica di S. Domenico. La cattura di Re Enzo fu un evento fondamentale nella storia di Bologna, un motivi di vanto, baldoria, e allo stesso tempo un forte messaggio inviato a chiunque desiderava opporsi alle brame bolognesi. Negli anni successivi, il comune si evolse in signoria,  e sotto la guida della casata dei Bentivoglio, proseguì nella sua crescita, senza dimenticarsi la ricorrenza del 24 agosto... La Festa della Porchetta infatti, fu organizzata per più di cinquecento anni. Questa prigionia inoltre, ispirò varie opere letterarie, tra le quali segnalo quelle di Carducci e Pascoli, nella musica in varie componimenti operistici e dalle numerose leggende.

Se vuoi leggere un mio approfondimento per capire meglio la diatriba tra guelfi e ghibellini, fai un salto su Talento della Storia dov'è pubblicato un mio articolo di approfondimento. In più, è disponibile Ben ti voglio Lucia. Il re a Bologna, il romanzo che narra gli eventi appena descritti e non solo...


Matteo Freddi
autore di Ben ti voglio Lucia. Il re a Bologna, il romanzo che narra la storia e il mito di Re Enzo, e  Finché morte non ci riunirà. La rivisitazione in chiave del Grande Assedio di Malta che secondo l'Associazione Culturale VoltarePagina.Net...

...è un libro che unisce l’utile al dilettevole, che insegna e che diverte, poiché coniuga una lezione di storia alla lettura di un buon libro...

e secondo Temperamente.it ...

...leggendolo, si ha la sensazione di vedere dei quadri animarsi e prendere vita... Questo romanzo mi ha entusiasmato...

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giovedì 22 maggio 2014

Fantacalcio: ecco i migliori giocatori per la stagione 2013/14

Eccoci qui con le analisi statistiche della stagione appena terminata. Come dici? Perché guardarle ora e non ad agosto? Semplice, per due motivi. Credo fermamente che è già ora di analizzare per bene la stagione appena passata. Tutti noi abbiamo ricordi ancora "freschi" che ci permettono di studiare al meglio i nostri errori e i nostri momenti di gloria. Secondariamente, ma non meno importate, il vero Special One del fantacalcio studia tutta l'anno come battere i suoi avversari! E tu? Vuoi bissare la vittoria o finalmente vincere il primo campionato? Beh, spero proprio di si!

Legenda: CDS= Corriere dello Sport, GDS=Gazzetta dello Sport, FCM=Fantamedia relativa agli incontri casalinghi, FMF=Fantamedia relativa agli incontri in trasferta, FMT=Fantamedia totale che comprende tutte le partite.

Nota: I commenti sono riferiti alle tabelle statistiche relative alla stagione 2013/14 disponibili gratuitamente sul sito www.lartedivincerealfantacalcio.com nella sezione "statistiche".


PORTIERI

Con il CDS  le prime due posizioni sono scontate: i due migliori portieri sono quelli che hanno subito meno
reti. Strepitoso Buffon che in casa addirittura riesce a strappare una fantamedia che equivale a un 6 pieno! Nota di merito a Handonovic che in trasferta ottiene la seconda migliore FMT battendo De Sanctis e Avramov che complessivamente, hanno subito una decina di gol in meno. Il quarto portiere come FMT, Reina, in trasferta con il suo 4,750, era assolutamente da non schierare.
Passando alla GDS, il risultato strepitoso lo ottiene Handanovic: la sua seconda migliore FMT batte quella di De Sanctis. Per il resto, non cambia molto rispetto le pagelle del CDS.


DIFENSORI

Benatia, grazie specialmente alla sua ottima FMC, è stato il miglior difensore per il CDS. Un'ottima scelta
sarebbero stati tutti i difensori titolari della Juventus eccetto Barzagli, che chiude con una FMT inferiore di circa mezzo punto rispetto i compagni di squadra (rivelandosi comunque un discreto acquisto). Per gli incontri casalinghi un ottimo giocatore sarebbe stato anche Maicon. Per le partite in trasferta invece, segnalo Jonathan e Basta. Castan e Barzagli invece, senza segnare alcun gol, riescono a raggiungere la sufficienza sia in casa che fuori.
Per la GDS, Benatia rimane il migliore. Da segnalare i due esterni dell’Inter (Nagatomo e Jonathan) che scalano parecchie posizioni rispetto all’altra rivista. Curioso il fatto che per la GDS Bonucci è stato più bravo in casa, al contrario del CDS. I già citati Castan e Barzagli invece, all’incirca hanno ottenuto gli stessi voti.


CENTROCAMPISTI

Mertenes, il migliore con il CDS, a patto che non fosse considerato attaccante, ha giocato molto meglio in
casa. Cuadrado, il secondo, ha dato invece maggiori soddisfazioni in trasferta. Da segnalare che Callejon, suo malgrado, con 15 gol e 5 assist, ottiene una FMT inferiore a tre giocatori che hanno realizzato meno gol e assist. Strootman ottiene la seconda miglior FMF, quasi al pari di quella Cuadrado. Al contrario Vidal si aggiudica la seconda miglior FMC. Ottime scelte per gli incontri casalinghi sono state anche Candreva e Pjanic.
Con la GDS, Callejon riesce ad ottenere la seconda miglior FMT. Da notare che la miglior FMC la ottiene Vidal nonostante complessivamente sia stato solamente il sesto miglior centrocampista. Questo discorso vale quasi allo stesso modo per Cuadrado che è stato il miglior giocatore da trasferta nonostante la quarta miglior FMT.


ATTACCANTI 

Un particolare molto importante balza subito all'occhio: nessun giocatore ha segnato almeno 20 gol in questa
stagione e in quella precedente. I candidati che hanno fallito nell’impresa sono Cavani (andato all’estero) e Di Natale. Per il CDS, lo strepitoso Rossi, grazie alle sontuose prestazioni casalinghe (10 abbondante di FMC!) e le ottime prestazioni in trasferta (8,2 di FMF), riesce a essere complessivamente il migliore battendo ben sei giocatori che hanno segnato più di lui. Tevez, Llorente, Immobile e Gilardino non si sono fatti condizionare dal tifo: le loro fantamedie sono praticamente identiche in tutte le partite. Ottime giocatori per gli incontri casalinghi sono stati anche Di Natale, Paulinho, Cerci e Denis. Da preferire in trasferta Palacio, Berardi, Cassano e Palladino. Con la GDS. le prime posizioni sono identiche a parte Toni che riesce a farsi preferire rispetto a Tevez. Berardi è stato il migliore in trasferta. I giocatori che con il CDS hanno raggiunto un rendimento identico in ogni partita, con questa rivista totalizzano due fantamedie (FMC E FMF) che differiscono dai 0,2 ai 0,3 punti.


ATTACCANTI CHE HANNO SEGNATO AL MASSIMO 8 GOL
(la loro utilità è spiegata nel manuale "L'arte di vincere al fantacalcio"

Con il CDS, Totti, il migliore, ben figura sia in casa che in trasferta. Liajic, Klose, Sau, Amauri e Floro Flores si fanno notare specialmente per glli ncontri tra le mura amiche. In trasferta spiccano Nicola Sansone (con la migliore FMF), Insigne, Emeghara e Matri.
Con la GDS, le posizioni a centro classifica si rimescolano in maniera abbastanza considerevole. Keita da quarto diventa secondo, Liajic da secondo retrocede in settima posizione. Ibarbo e Matri guadagnano quattro posizioni.

Se hai voglia di approfondire, vai a consultare le tabelle statistiche.
Buon FantaMondiale a tutti!

Matteo Freddi
autore de "L'arte di vincere al fantacalcio" e della "Guida all'asta 2015-16 e aggiornamento de L'arte di vincere al fantacalcio".

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domenica 18 maggio 2014

18 Maggio 1565. Ebbe inizio il Grande Assedio. La flotta Ottomana sbarcò a Malta

Ammiraglio Piale Pascià
Quasi 450 anni fa, oggi, ebbe inizio il Grande Assedio di Malta. L'esercito di Solimano il Magnifico, composto da 40.000 uomini si accingeva a sferrare il primo attacco ai 700 Cavalieri Ospitalieri aiutati da 7.000 miliziani. 

Il Gran Maestro La Valette, essendo venuto a conoscenza dell'attacco qualche mese prima grazie alle sue spie, riuscì a coordinare efficacemente ogni preparativo: la popolazione civile inabile a combattere fu evacuata con successo dall'isola, e in più, l'edificazione di Castel Sant'Elmo terminò con successo. 

In quel 18 maggio, vedendo arrivare in lontananza la flotta turca, La Valette convocò tutti i cavalieri esortandoli alla battaglia:


Fratelli, un formidabile esercito di barbari audaci si sta avvicinando alla nostra isola. Fratelli, costoro sono i nemici di Gesù Cristo. Oggi dobbiamo difendere la nostra fede per evitare che il Corano soppianti i Vangeli. Dio ci chiede la vita, che noi abbiamo già votato al suo servizio. Beati coloro che consumeranno per primi il sacrificio. 

Generale Lala Mustafà
I cavalieri risposero con un boato assordante. Rimasero a osservare la flotta Ottomana, che all'ordine di Piale Pascià, evitò di attraccare al Porto Grande, presso il cuore delle difese maltesi, composto dall'imponente Castel Sant'Angelo e dal più piccolo Castel Sant'Elmo. Tutto ciò, denotò immediatamente un forte disaccordo tra Lala Mustafà, il comandante dell'esercito, e Piale Pascià, ai quali era stato assegnato il comando della spedizione dal sultano Solimano. In quella particolare circostanza, ebbe la meglio Lala Mustafà, che preferì attraccare a circa 10 Km dal Porto Grande, presso il porto di Marsa Scirocco (ora noto come Marsaxlokk, noto villaggio di pescatori maltesi), per tenere le galee a debita distanza dall'artiglieria maltese. Piale Pascià, al contrario, avrebbe voluto fermasi al Porto Grande che offriva un maggiore riparo dai venti e dalle correnti marine. 

Dragut
Oltre a tutto questo, tra gli Ottomani sbarcati, non era presente l'uomo più carismatico ed esperto di assedi marittimi: il corsaro Dragut che imperversò per decenni, in lungo e in largo, nel Mediterraneo, depredando e assediando le terre cristiane. Essendo ottantenne all'epoca dell'assedio, Solimano preferì concedergli un meritato riposo. Dopo alcune discussioni però, a flotta già partita, Dragut riuscì ad ottenere il consenso del sultano per poter raggiungere Malta e dar sfogo al suo desiderio di vendetta. Il corsaro infatti, era tremendamente infastidito dall'Ordine dei Cavalieri Ospitalieri che intercettava le navi mercantili turche per cercare di restituire alla cristianità il bottino dei saccheggi effettuati da Dragut. 


La Valette
Secondariamente, ma non meno importante, Dragut riteneva di avere un conto aperto con il Gran Maestro La Valette, che essendo settantenne, era poco più giovane di lui...

Un anno prima, il comandante dei cavalieri andò a far visita a Dragut mentre era legato a un remo di una galea genovese. Quel giorno, il Gran Maestro, per nulla impietosito perché lui stesso prima di diventare la guida dei Cavalieri fu catturato e legato a un remo, disse al corsaro: "Al momento siete voi a essere prigioniero. Usanza di guerra".  Dragut con i nervi a fior di pelle a causa della sua schiavitù e ferito nell'onore rispose a La Valette dopo aver giurato vendetta: "Solo una mutazione di fortuna ha permesso ai genovesi di catturarmi. Indisturbato per vent'anni ho saccheggiato e assediato centinaia di paesi".

Nonostante ciò, in quel 18 maggio, Piale Pascià e Lala Mustafà, desiderosi di mostrare il loro valore a Solimano sconfiggendo in pochi giorni i pochi Cavalieri Ospitalieri, non persero tempo e diedero ordine di sbarcare immediatamente i pezzi d'artiglieria per cominciare all'assedio a Castel Sant'Angelo senza aspettare Dragut.

Lo scontro impari stava per aver inizio. La Valette si accingeva a guidare gli uomini al suo comando in una battaglia nella quale erano dati per spacciati da tutti, compresi i regnanti cristiani che decisero di non accorrere al loro aiuto, abbandonandoli al loro destino... 

Per saperne di più cerca gli altri articoli con etichetta "assedio di Malta" o vai alla pagina "I miei documentari"...


Matteo Freddi
autore di Ben ti voglio Lucia. Il re a Bologna, il romanzo che narra la storia e il mito di Re Enzo, e  Finché morte non ci riunirà. La rivisitazione in chiave del Grande Assedio di Malta che secondo l'Associazione Culturale VoltarePagina.Net...

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mercoledì 14 maggio 2014

Vincere il fantacalcio senza juventini? Io ce l'ho fatta. Ecco come


E' difficile dare consigli precisi sul comportamento da attuare durante l'asta d'inizio anno. Sono molte le variabili in gioco a seconda degli avversari che bisognerà affrontare durante tutto l'anno. Un consiglio però lo posso dare ugualmente: cerca di affrontare il mercato dimenticandoti il più possibile della tua fede calcistica, e ottieni più informazioni possibili su ogni tuo avversario. Come riporta il manuale "L'arte di vincere al fantacalcio":


...Cerca di conoscere in largo anticipo chi dovrai affrontare. C’è un milanista sfegatato? Uno juventino convinto? Un fiero romanista? Così tifosi da volere comprare a tutti i costi i loro beniamini? Grazie all’europeo qualcuno adora Diamanti e sarà disposto a tutto pur di comprarselo? Tutte queste informazioni ti torneranno utili in fase d’asta... 

Io seguendo tale ragionamento, a Luglio, mi resi conto che metà partecipanti della lega sono dei convinti juventini. Come da programma, lottarono ferocemente per accaparrarsi tutti i loro idoli, compresa qualche riserva come Quagliarella, Vucinic, Isla, Storari, Caceres e Padoin. Queste lotte mi permisero di acquistare facilmente Rossi (32 crediti su 300), Destro (4/300), Icardi (4/300) e Denis (11/300).
L'unico attaccante che ho pagato realmente tanto è stato Higuain (170/300). Pazzesco? Beh, può essere. Ma come già detto, sicuramente sono stato aiutato dalla forte juventinità della lega con relativo disinteresse verso l'Inter. In più, tutti erano spaventati dall'infortunio di Destro e la tenuta fisica di Rossi . Relativamente a quest'ultimo, dopo la seconda giornata di Serie A, offrii uno scambio alla pari Rossi-Palacio che fu rifiutato perché secondo il mio avversario l'affare si poteva concludere solamente con la trattativa Rossi e Destro per Palacio e uno tra Ilicic o Belfoldil. Io rifiutati seccamente e chiusi il dialogo. Seppur uscito da un lungo infortunio,  Rossi è pur sempre quello che stava per essere acquistato dal Barcellona di Guardiola!

Recentemente, parlando di tutto ciò con un altro fantallenatore, aggiungendo che Denis è sempre stato sottovalutato, mi sentii dire che i miei avversari non sono dei grandi competenti. Beh, magari può essere. Ma ad ogni modo, negli anni, ad ogni asta, sia composta da i più grandi conoscitori di calcio che no, ho notato sempre la presenza di valutazioni sballate in ognuna di esse. Ho visto promesse del calcio appena approdate in serie A essere acquistate come se fossero degli attaccanti da 30 gol certi (questo specialmente in leghe con grandi conoscitori di calcio), e forti o buoni giocatori a livello fantacalcistico essere spesso snobbati per antipatia o per non conoscenza delle sue statistiche e quindi del suo rendimento.

In conclusione, cerca di approcciare l'asta d'inizio anno "svestendoti" della tua fede calcistica (specialmente se è riposta in una squadra di medio/bassa classifica), cerca di prevedere al meglio il comportamento dei tuoi avversari e tieniti sempre pronto ad acquistare i giocatori che a sorpresa vengono snobbati. 

Non ti ho convinto? Vorresti approfondire maggiormente il discorso o avere altri consigli per l'asta? Visita il sito www.lartedivincerealfantacalcio.com

p.s. Non si offendano i tifosi delle squadre di medio/bassa classifica. Il mio discorso è relativo solamente al fantacalcio, e in più, la mia fede calcistica è appena retrocessa! Quindi di certo non ho le forze di sbeffeggiare nessuno!

Matteo Freddi
autore de "L'arte di vincere al fantacalcio" e della "Guida all'asta 2015-16 e aggiornamento de L'arte di vincere al fantacalcio".

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giovedì 8 maggio 2014

Crolli impensabili e risultati a sorpresa. E ora come si fa la formazione?

Lo sguardo pensieroso di Montella la dice tutta: come anticipato qualche settimana fa in un mio precedente articolo (Quella dannata ultima formazione), il finale di stagione, come sempre, sta offrendo risultati clamorosi. Top Team che subiscono goleade dalle squadre più deboli, giocatori che subiscono una pesante involuzione di rendimento e giocatori definiti mediocri che di punto in bianco brillano come le stelle del calcio mondiale.
Entrando più nel dettaglio, recentemente misi in guardia sul rendimento e le possibili motivazioni di Atalanta e Genoa che si sarebbero affrontate in uno scontro diretto. Risultato? Denis tocca l'apice più basso del suo rendimento stagionale facendosi parare un rigore. Inoltre, la partita terminò con un pareggio raggiunto senza troppi patimenti da ambo i lati. L'ultimo turno, addirittura ci ha regalato la fragorosa caduta della Roma a Catania e la pirotecnica vittoria esterna del Sassuolo.

Caro fantallenatore, se sei ancora in corsa per la vittoria del campionato, fai ancora più attenzione! Ribadisco il mio consiglio: prova a seguire l'istinto per cercare di prevedere tali risultati. Se solitamente fai la formazione studiando le statistiche, prova ad accantonarle. Almeno in parte... Personalmente darei per certo che vedremo altre "belle" sorprese. 

Inoltre, non dimenticare il fatto che una buona parte degli allenatori ha cominciato a schierare giocatori della primavera o comprimari che nel corso dell'anno hanno visto poco il campo. Una buona parte dei portieri titolari, vuoi per infortunio o per semplice turn over, hanno iniziato a scaldare la panchina. A tal proposito, ho un ricordo fisso nella mia memoria: qualche stagione fa, giocai in dieci l'ultima di campionato perché il Chievo, già salvo, fece addirittura giocare il terzo portiere! 

Morale della favola, in questi giorni, mentre farai la formazione, valuta bene di aver schierato un 11 che abbia buone possibilità di giocare. Prova a contare quanti giocatori potrebbero chiudere la giornata con un banale sv o ng. E sopratutto, valuta se i classici tre cambi sarebbero sufficienti per farti giocare in 11. Nella mia lega, ho già visto due partecipanti giocare in 10 perché non potevano usufruire di un eventuale quarto cambio. Come si usa dire.... Fantallenatore avvisato, mezzo salvato!

E come termina il manuale "L'arte di vincere al fantacalcio", buon fantacampionato a tutti!

Matteo Freddi
autore de "L'arte di vincere al fantacalcio" e della "Guida all'asta 2015-16 e aggiornamento de L'arte di vincere al fantacalcio".

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foto maidirecalcio.com

lunedì 5 maggio 2014

Maggio 1565, la flotta Ottomana è in viaggio verso Malta


Solimano il Magnifico


In questi giorni, 449 anni fa, l'imperatore Ottomano Solimano detto il Magnifico, decise di inviare a Malta un esercito composto da 40.000 uomini.
L'obiettivo era annientare il Sacro Ordine dei Cavalieri Ospitalieri e conquistare l'isola per ottenere una base sicura per preparare un'invasione nell'Italia meridionale per poi spingersi fino a Roma per far abbeverare i cavalli davanti alla "nuova" moschea di S. Pietro.   




ANTEFATTO

L'ammiraglio Romegas
In quegli anni l'impero Ottomano raggiunse l'apice della sua espansione, giungendo sino alle porte di Vienna. I corsari turchi imperversavano nel Mediterraneo, depredando le coste cristiane arricchendo il regno di Solimano di nuovi tesori e schiavi da incatenare ai remi delle galee o da usare per i lavori più massacranti. 
La piccola flotta dei Cavalieri Ospitalieri era l'unica forza che costantemente e con successo, cercava di opporre resistenza intercettando le flotte mercantili turche per restituire alle terre cristiane parte dei saccheggi. Proprio durante una di queste azioni, capitanata dall'ammiraglio Romegas in persona, i Cavalieri riuscirono a impadronirsi di un ricco forziere contenente sfarzosi gioielli destinati a Mirmah, la principessa, la figlia adorata di Solimano. Secondo alcuni fonti storiche, fu proprio questo evento a convincere definitivamente il Magnifico ad attaccare Malta invece di proseguire l'avanzata su terra che significava assediare Vienna per potersi fare strada fino a Roma.


I PREPARATIVI
Jean Parisot de la Valette

Grazie alle sue spie, a Malta, il Gran Maestro la Valette, scoprì con qualche mese d'anticipo che l'Ordine sarebbe stato attaccato. Nonostante i cavalieri furono lasciati al proprio destino dai regnanti europei convinti che le truppe di Solimano avrebbero vinto in poche settimane, la Valette, con un atto di grande coraggio e altruismo, decise di organizzare la strenua difesa per proteggere la fede Cattolica e le terre degli stessi fratelli cristiani che li abbandonarono, ma che con ogni probabilità, divisi e impoveriti a causa dello loro lotte intestine, non sarebbero mai riusciti a fermare l'avanzata turca su Roma. 
Cominciò quindi un piano di evacuazione dell'isola per la popolazione che non era in grado di combattere, richiamò di tutta fretta i cavalieri non presenti sull'isola e ordinò l'ultimazione di Castel Sant'Elmo. 
Il conto delle forze disponibili fu presto fatto: 700 cavalieri aiutati da 7.000 miliziani di li a poco si sarebbero scontrati con un esercito di 40.000 uomini. Un'impresa sula carta impossibile che però non scoraggiò la fede e la dedizione di la Valette e gli uomini al suo seguito...

Matteo Freddi
autore di Ben ti voglio Lucia. Il re a Bologna, il romanzo che narra la storia e il mito di Re Enzo, e  Finché morte non ci riunirà. La rivisitazione in chiave del Grande Assedio di Malta che secondo l'Associazione Culturale VoltarePagina.Net...

...è un libro che unisce l’utile al dilettevole, che insegna e che diverte, poiché coniuga una lezione di storia alla lettura di un buon libro...

e secondo Temperamente.it ...

...leggendolo, si ha la sensazione di vedere dei quadri animarsi e prendere vita... Questo romanzo mi ha entusiasmato...

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domenica 4 maggio 2014

Tevez Llorente? Un affare averli?


Il finale della stagione fantacalcistica coincide con il bilancio. Non economico. Parlo della valutazione dell’intero anno. Hai già vinto aritmeticamente? Quale giocatore potevi evitare di acquistare? E per quali ti stai ancora sfregando le mani per la felicità?
A tal proposito, in questi giorni ho discusso su una questione che divide perennemente i fantallenatori: quanti giocatori prendere della stessa squadra di calcio? E quanti attaccanti? Molti allenatori si vantano (giustamente) di annoverare tra le loro fila sia Tevez che Llorente. Tecnicamente è una scelta giusta? Nella guida che ho scritto, “L’arte di vincere al fantacalcio”, espongo la mia opinione. Eccone un estratto:

….avere in rosa molti giocatori della stessa squadra non è mai positivo, anche se stiamo parlando della squadra in testa alla classifica! Chi è in testa non vince tutte le partite, e anche se vince, potrebbero farlo segnando un solo gol scaturito da un autogol di un avversario… ciò non ti gioverebbe se tu avessi nove undicesimi della capolista nella formazione titolare. In più, a volte, una vittoria per uno a zero della capolista potrebbe essere ottenuta con un gol di una riserva che è entrata quando mancavano dieci minuti alla fine… una riserva che scommetto non avrai in rosa! Morale della favola: poiché spesso per vincere una partita di fantacalcio bisogna avere nella propria formazione due o tre gol segnati è meglio avere una rosa ben assortita così da avere sempre la possibilità reale di beneficiare di due o tre bonus per i gol realizzati. Per quanto mi riguarda, ritengo che il numero massimo di giocatori da prendere per ogni singola squadra di Serie A sia tre, volendo osare quattro. Mai due attaccanti! Semplicemente perché se la squadra di Serie A in cui giocano vince uno a zero con un gol di un difensore avresti “sprecato” due attaccanti nella tua formazione titolare per nulla!...

Tu che ne pensi? Alcuni mi hanno detto di essere perfettamente d’accordo. Altri meno, forti del loro duo Tevez-LLorente.
Ora è giunto il momento di fare una doverosa precisazione. L’estratto che hai appena letto è inserito in un discorso che mira al massimo risultato in ogni stagione, non saltuariamente! Negli anni ho visto quasi impazzire i possessori di Totti e Vucinic quando erano alla Roma. Si lamentavano perché spesso schierandoli entrambi non ricevevano bonus consistenti… E in piena crisi di nervi o quasi, ne schieravano solo… Con risultati non sempre felici… Ricordo un derby nel quale Totti e De Rossi uscirono all’intervallo. Chi schierò Totti invece di Vucinic pianse lacrime amare perché nella ripresa il montenegrino prese in mano la squadra battendo i calci piazzati che avrebbe dovuto battere il capitano. Nelle ultime due stagioni ho visto andare in crisi i possessori di Balotelli e Pazzini, presi all’asta con il ragionamento: “tanto se non gioca uno gioca l’altro”. D’accordo mi verrebbe da dire. Ma indovinare quando Pazzini subentra in partita in corso e segna al posto del titolare può essere molto ostico.
Detto ciò, torniamo alla stagione in corso. L’acquisto contemporaneo di Tevez e Llorente sicuramente ha pagato. Come possedere sei o sette giocatori della Juventus. Ma sarà sempre così? No. Assolutamente. Un fantallenatore mi ha risposto che la sua Juventus non lo ha mai tradito. Sicuro? Fino a due anni e mezzo fa era tutta un’altra storia… Buffon subiva spesso due reti commettendo anche qualche papera. A parteMatri per una mezza stagione, nessun attaccante in quegli anni segnava un numero di reti consistenti.
Scegliere uno o più blocchi di due squadre (conosco chi quest’anno ha otto giocatori della Juventus e sei della Roma) può rivelarsi decisamente felice. Ma è sempre così? Purtroppo no. Ogni anno una grande squadra incappa in una brutta e inaspettata stagione. Si poteva presumere che il Milan non avesse lottato per lo scudetto, ma i possessori di El Shaarawy e Balotelli da tempo avrebbero da dire qualcosa. Il blocco del Napoli avrebbe funzionato? Con Higuain, Callejon, Hamsik, Inler, Albiol, Reina come sarebbe andata? Benino, forse bene. HamsikInler e Albiol a tratti hanno dimostrato una discontinuità quasi imbarazzante… Si passava da dei 7 in pagella a dei 4 pieni magari conditi con ammonizione!
La Juventus e la Roma vinceranno sempre così tanto? Può essere come no. Se anche la prossima stagione acquisterai in blocco quei giocatori spera che nessuna delle due abbia un tracollo improvviso.
D’altronde, in nessuna competizione, nessuno riesce a ripetersi all’infinito. Prima o poi i cicli si concludono. Finché andrà bene, beati i fantaallenatori a favore del blocco Juventus e Roma. Ma guardavi bene alle spalle… Ci può essere sempre uno che acquista al massimo solo tre o quattro giocatori della stessa squadra pronti a rispondere a ogni evenienza (come un improvviso calo di forma di una squadra di Seria A) avendo una rosa più ampia… 
Ma comunque sia la tua decisione, parafrasando il compianto Maurizio Mosca…
Buon fantacampionato a tutti!

Matteo Freddi
autore de "L'arte di vincere al fantacalcio" e della "Guida all'asta 2015-16 e aggiornamento de L'arte di vincere al fantacalcio".

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 foto LaPresse

Quella dannata ultima formazione


Siamo giunti finalmente (o purtroppo?) nelle ultime quattro giornate del campionato di Serie A. Ciò vuol dire che per alcune leghe del nostro amato fantacalcio ne mancano ancora meno… Ora come non mai è ancora più importante non commettere errori di formazione se si è impegnati in una sfida testa a testa…
Non è una novità, me ne rendo conto, l’ho solo perché da ora in poi bisogna tenere a mente e osservare bene le dinamiche della Serie A…
Squadre disperate in cerca di punti salvezza, squadre che non vogliono abbandonare la corsa all’Europa e, cosa più importante, squadre e  giocatori che non hanno più nulla da chiedere alla stagione in corso. In particolare mi riferisco al Genoa e soprattutto all’Atalanta che a parte le dichiarazioni pubbliche, nelle ultime partite si è dimostrata quasi appagata e molto meno battagliera rispetto il solito. Che in realtà la salvezza acquisita sia giudicata anche solo inconsciamente già abbastanza appagante da poter rinunciare alla rincorsa all’Europa League? O è solamente un calo fisiologico? Il prossimo turno forse ci darà una risposta dato che la squadra bergamasca ospiterà il Genoa, un’altra squadra già sicura della salvezza che viene da una lunga serie di sconfitte.
Al di là di quale sia la verità, un bravo fantallenatore deve tenere conto di questi elementi che, puntualmente, in ogni finale di stagione, si presentano. Per far qualche esempio, oggi Perin non sembra più un portiere di discreto valore fantacalcistico, Denis, spesso implacabile tra le mura amiche, domenica, pur segnando, è riuscito a prendere una insufficienza piena con la Gazzetta.
Allo stesso tempo però, i finali di stagione permettono di ricavare bonus insperati da giocatori che  hanno vissuto una pessima stagione. Questo perché trovano giovamento dagli infortuni/squalifiche dei compagni o da nervi saldi sempre decisivi nei momenti topici. L’esempio più lampante è Ljajic, un gol e due assist in due partite complice la squalifica di Destro. Ma non dimentico Cuadrado che schierato in attacco al posto dell’insufficiente Matri ha alzato notevolmente la sua media realizzativa, e Zaza, che dopo una serie di panchine, ha riguadagnato il posto da titolare. E che dire di Lulic? Anche se ovviamente, non potrà segnare ogni partita, dico bravo a chi lo ha aspettato con fiducia per tutta la stagione. Stesso discorso per Icardi, io non l’ho ceduto nemmeno di fronte ai più focosi tweet invernali.
Ricorda, il fantallenatore vincente a questo punto della stagione valuta attentamente la corsa salvezza e all’Europa, mettendo un pochino in disparte la fantamedia stagionale riflettendo qualche minuto in più. Meglio schierare un affamato Ljajic o un Gilardino che si è mostrato più affidabile nel corso della stagione? La scelta è tua. Nel farla ricorda solamente che Gilardino, nonostante sia rigorista, è già sicuro di partecipare al mondiale e che il suo Genoa è già salvo. Se lo schieri e segna, bene. Ma se non lo fa giocando male, fai tesoro dell’esperienza perché eri al corrente del pericolo!

Matteo Freddi
autore de "L'arte di vincere al fantacalcio" e della "Guida all'asta 2015-16 e aggiornamento de L'arte di vincere al fantacalcio".

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